L'arcivescovo di Milano Mario Delpini
L'arcivescovo di Milano Mario Delpini

Milano, 26 agosto 2018 - «Ecellenza reverendissima, ho l’onore di comunicarle che il Santo Papa Francesco l’ha nominata membro della XV assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi che, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si terrà in Vaticano dal 3 al 28 ottobre». In una missiva, inviata giovedì, l’incarico ufficiale a monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano. Papa Francesco ha nominato Delpini «padre sinodale» per il sinodo dei vescovi di tutto il mondo sui giovani che si svolgerà a Roma. Una nomina speciale, una scelta di fiducia del Pontefice, convinto che «la sua presenza e la sua competenza contribuiranno ad arricchire il dibattito sinodale con osservazioni, testimonianze e suggerimenti», si legge ancora nella lettera. L’arcivescovo si prepara così, per tutto il mese di ottobre, a lasciare la sua Milano per Roma: sarà uno degli esperti chiamati a partecipare ai lavori insieme a varie personalità in arrivo da tutti i continenti.

La decisione non solo per il ruolo di Milano che, con le sue 1.108 parrocchie e con oltre 5 milioni di abitanti, è una delle diocesi più grandi nel mondo, ma anche per la vicinanza dell’arcivescovo ai giovani: alle spalle ha trent’anni di insegnamento in seminario, dal 1989 al 1993 è stato rettore del seminario liceo a Venegono e segretario del Collegamento seminari lombardi, dal 1993 al 2000 rettore del Quadriennio teologico e dal 2000 al 2006 consulente del Consiglio episcopale milanese e delegato arcivescovile per le vocazioni e i ministeri ordinati nonché rettore maggiore del seminario arcivescovile di Milano. Delpini - che ha riportato a Milano lo strumento del sinodo, che in città mancava da 24 anni, sul tema “Chiesa dalle genti” e i nuovi ambrosiani - ha sempre sottolineato in questo suo primo anno da arcivescovo il ruolo dei giovani. Significativa la sua lettera ai diciottenni, per spronarli all’impegno: «La politica e la vocazione sono le sfide più audaci e le occasioni più preziose», sottolineava fra le righe. «Io ho fiducia in questa vostra generazione: può reagire all’inerzia, allo scoraggiamento e all’individualismo e dare un segnale a tutti gli adulti e alla classe politica e amministrativa di un rinascere del desiderio di partecipare, di contribuire al bene comune, di cercare vie per dare forma al “buon vicinato” che rende desiderabile vivere vicino e appartenere alla comunità».

L'arcivescovo è sceso in campo con i ragazzi degli oratori in occasione delle Oralimpics e, con duemila giovani della diocesi, ha partecipato nei giorni scorsi alla veglia con Papa Francesco in vista proprio dell’appuntamento di ottobre. Sono tre i verbi attorno ai quali si articola lo strumento di lavoro del sinodo sui giovani, voluto da Papa Francesco: «Riconoscere, interpretare, scegliere». L’obiettivo? «Accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia, aprendosi all’incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all’edificazione della Chiesa e della società».