"Il candidato sindaco? La prima mossa spetta alla Lega". Il commissario milanese del Carroccio Stefano Bolognini, assessore regionale alla Casa, replica così al senatore di FdI Ignazio La Russa, che al Giorno ha detto che i lumbard non decideranno da soli il nome per le Comunali 2021 ma dovranno condividere la scelta come per le Regionali. Bolognini, tensioni con FdI? "I nomi per il candidato sindaco andranno condivisi con tutto il centrodestra. È scontato. Ma è altrettanto scontato che la Lega, il partito di maggioranza relativa nella coalizione...

"Il candidato sindaco? La prima mossa spetta alla Lega". Il commissario milanese del Carroccio Stefano Bolognini, assessore regionale alla Casa, replica così al senatore di FdI Ignazio La Russa, che al Giorno ha detto che i lumbard non decideranno da soli il nome per le Comunali 2021 ma dovranno condividere la scelta come per le Regionali.

Bolognini, tensioni con FdI?

"I nomi per il candidato sindaco andranno condivisi con tutto il centrodestra. È scontato. Ma è altrettanto scontato che la Lega, il partito di maggioranza relativa nella coalizione a Milano e in Lombardia, abbia l’onere e l’onore di fare la prima mossa".

Insomma, sarà la Lega a proporre agli alleati di FdI e Forza Italia il nome o i nomi papabili per la candidatura a sindaco?

"Proprio così. Nelle precedenti Comunali il nome sostenuto dalla coalizione si confrontava prima con Silvio Berlusconi e poi con il resto del centrodestra. Adesso il primo confronto sarà con Matteo Salvini".

Nelle settimane scorse lei ha parlato di un Mister X, un manager 50enne che sarebbe pronto a scendere in campo.

"Alcuni esponenti della società civile, uno in particolare, stanno riflettendo su questa possibilità. È un segnale di maturità e di crescita per la Lega, che con la leadership di Salvini è riuscita ad attirare le attenzioni di imprenditori e manager che non hanno mai fatto politica".

Chi è il Mister X?

"Un manager 50enne con valori di centrodestra, impegnato nel sociale, disponibile a mettersi in gioco e a sacrificare le sue entrate da manager".

Quando sottoporrete il nome agli alleati?

"Speriamo entro l’estate".

Prima che Sala scelga se ricandidarsi o meno?

"Ricandidatura o no, c’è una fetta di città, dall’alta borghesia ai ceti popolari, a cui questi quattro anni di gestione non sono piaciuti e che aspetta risposte diverse dal Comune".

Qual è il suo giudizio su Sala?

"Nell’intervista al Giorno lo stesso sindaco ha detto di essere stanco. Io penso che Sala non sia stato in grado di gestire la fase di emergenza della città. È stato capace di stare sulla cresta dell’onda quando Milano andava a 2 mila all’ora, ma ora che la città va ripensata la risposta non può essere i quattro monopattini dati alla Polizia locale. Confcommercio ci dice che il 30% dei negozi potrebbe non riaprire mai. La situazione è molto difficile. E il sindaco mi sembra lontano anni luce dal dare vere risposte. Sala si può battere. E se non si ricandidasse le cose non cambierebbero. Come alternativa, infatti, il centrosinistra ha in mente i nomi di Majorino, Maran o Tasca, tutti pescati all’interno dei partiti. Il centrodestra, invece, parla e dialoga con la società civile"

Escludete a priori, dunque, un candidato sindaco politico?

"A Milano l’unico con il “physique du rôle’’ è Salvini, ma lui deve fare il premier".