Lite sul termine “signorina”, Capizzi e Balconi ai ferri corti: “Intollerabile attacco sessista”

A Cassina de’ Pecchi prosegue la bagarre e la presidente del Consiglio punta il dito: inaccettabile l’appellativo a fianco del cognome comparso nel comunicato del sindaco

Lite sul termine "signorina" a Cassina de' Pecchi

Lite sul termine "signorina" a Cassina de' Pecchi

Cassina de’ Pecchi (Milano) – «Gratuite, immotivate e irripetibili offese alla mia persona in aula e intollerabili attacchi di stampo sessista», a pochi giorni dalla bagarre-Pgt non si placa la polemica. La presidente del Consiglio Eliana Capizzi punta il dito sul termine “signorina” a fianco del cognome, comparso nel comunicato post consiglio di sindaco e maggioranza e sui riferimenti alla sua professione: «Assoluta mancanza di rispetto dell’altrui persona, pensiero, professione e ruolo». Titolava «Attentato alla democrazia» il comunicato di Elisa Balconi e della Giunta seguito al consiglio comunale.

Questione Pgt a parte, la frase: «La presidente del Consiglio signorina Capizzi, in modo del tutto arbitrario, a poche ore dall’inizio dell’assise ha deciso senza avere il potere di farlo di stralciare il punto Pgt dall’ordine del giorno», eccetera. E poi, in coda alle accuse a Capizzi: «Ciò risulta ancor più grave perché lei è avvocato e dovrebbe avere gli strumenti per comprendere la gravità della sua azione». Ieri la presidente. «Non è rispetto esorbitare dall’aspetto politico amministrativo e sfociare in gratuite, immotivate e pubbliche offese, oltre quelle irripetibili in Consiglio, anche quelle del comunicato, incidenti sull’aspetto personale (con il reiterato utilizzo in forma dispregiativa del termine di chiaro stampo sessista “signorina”) e professionale».

Rincara la dose una nota, intitolata «La donna non è il suo stato civile», del Partito Popolare del Nord, dove è confluito, dopo la clamorosa rottura con la maggioranza, l’ex assessore Gianluigi De Sanctis. «Esprimiamo solidarietà e massima vicinanza al presidente del Consiglio, avvocato Eliana Capizzi, per il brutale, scorretto e feroce attacco ricevuto nel corso della seduta consiliare di martedì. È disdicevole, in un’epoca che si professa civilizzata come la nostra, assistere a una violenza di branco inflitta dalla quasi totalità degli esponenti della maggioranza, i quali non hanno lesinato intimidazioni, offese e volgarità nei confronti non solo di Eliana Capizzi quale presidente, ma in quanto donna». Su quel “signorina”: «La donna non è il suo stato civile, e lo stato civile non dice davvero nulla dell’individuo: è un retaggio quasi preistorico».

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