Sicurezza sul lavoro, protocolli flop: "Solo parole, i Comuni non li applicano"

La denuncia della Uil: cabina di regia sul Pnrr solo in 4 Comuni lombardi e 2 Province, Milano assente

Accordi sulla legalità e sulla sicurezza sul lavoro rimasti solo sulla carta, senza tradursi in atti concreti nei Comuni. Le intese legate ai lavori del Pnrr e delle Olimpiadi invernali del 2026 risalgono allo scorso 15 dicembre, quando 38 enti pubblici lombardi, associazioni e sindacati si incontrarono per delineare una strategia condivisa. A questo si aggiunge il protocollo firmato in Prefettura a Milano nel luglio 2022 su "sicurezza e legalità" nei cantieri del territorio della Città metropolitana, stabilendo criteri per la vigilanza sugli appalti. " Questi due capisaldi devono essere recepiti nei regolamenti edilizi dei Comuni – denuncia le Uil Milano e Lombardia – ma oggi non avviene. Su oltre 1500 Comuni in Lombardia, solo 4 Comuni e 2

Province hanno attivato le cabine di regia sui fondi Pnrr previste dall’ accordo sottoscritto con il Governo Draghi e Anci Nazionale".

Secondo il sindacato, tra le Province si sono mosse solo quelle di Cremona e Varese. Pavia avrebbe portato avanti incontri che però non sono ancora sfociati in misure concrete. Mentre, tra i Comuni, hanno preso provvedimenti Lecco, Brescia, Monza, Varese. Milano, tra i principali capoluoghi, figurerebbe come la grande assente. "Vogliamo che tali accordi siano applicati nei luoghi di lavoro, non nei cassetti delle scrivanie – sottolinea il segretario generale della Uil Lombardia Enrico Vizza -. Si deve intervenire seriamente e con misure molto più forti nei confronti delle aziende. Non pretendiamo nuovi protocolli, ma la rigorosa applicazione delle leggi vigenti, rispetto dei contratti, maggiore formazione e che ci siano maggiori ispettori oltre all’istituzione del reato di omicidio sul lavoro".

Un appello che arriva a pochi giorni dalla strage sul lavoro a Firenze, in un anno iniziato nel peggiore dei modi sul fronte della sicurezza sul lavoro. I sindacati, nell’ambito dello sciopero nazionale di due ore indetto da Cgil e Uil, insieme alle categorie degli edili e dei metalmeccanici (Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil) domani si riuniranno in presidio davanti alla Prefettura di Milano "a sostegno della grande vertenza sulla sicurezza sul lavoro" dopo la tragedia in Toscana. "Siamo stanchi di ascoltare parole di cordoglio – spiegano – il lavoro e la sicurezza devono essere al centro dell’attenzione politica per mettere in atto soluzioni concrete". Soluzioni concrete che, allo stato, sono ancora carenti. "Contiamo su 42 Rlst (rappresentanti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ndr) di Cgil, Cisl e Uil nel settore dell’artigianato e 45 nell’edilizia – prosegue Vizza –. Dopo un’accurata formazione devono avere maggiori poteri. Non vogliamo dei vigilantes e nemmeno sostituirci agli organi ispettivi, ma persone in gradi di prevenire incidenti e morti". Una denuncia che arriva anche da Riccardo Cutaia, segretario generale della Feneal Uil Lombardia: "Ci sono cantieri con ritmi di lavoro incessanti, dove la dirigenza antepone la logica del profitto. Si lavora in un appalto dato in subappalto, con la chiara conseguenza che ad ogni passaggio l’impresa che prende i lavori deve mirare al risparmio sui materiali". Vittorio Sarti, segretario generale della Uilm Milano Monza e Brianza, chiede di istituire un "meccanismo per avere più controlli e più personale incaricato", escludendo dalle gare "imprenditori che non sono in regola".

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