Sì allo spazio per l’Unione degli induisti

A Milano si individua una nuova area nel Par per un luogo di culto induista, rispettando la libertà religiosa prevista dalla Costituzione. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale e sarà sottoposta all'approvazione del Consiglio comunale.

Chiese e moschee, soprattutto, ma non solo. A Milano non ci sono spazi religiosi per cattolici e musulmani, certo, eppure la Costituzione prevede libertà per tutti i culti e i piani municipali devono tenere in considerazione questa regola prevista nella Carta e dare spazio a tutte le fedi. Se per le moschee le polemiche non sono mancate, fino alla concessione alla comunità islamica degli ex bagni comunali di via Esterle, per le altre religioni le assegnazioni degli immobili avviene con maggior serenità.

Il Comune, dunque, ha individuato una nuova area da destinare a luogo di culto all’interno del Par, un acronimo che sta per Piano per le Attrezzature Religiose allegato al Piano di Governo del Territorio, sulla base di un’istanza presentata dall’Unione Induista italiana. Si tratta dell’immobile di via Cassano d’Adda 13, di proprietà dell’Unione Induista italiana, che quindi verrà inserito nel Piano per le Attrezzature Religiose tra le attrezzature religiose di nuova previsione, con denominazione Unione Induista italiana Sanatana Dharma Samgha. La delibera di individuazione dell’area, licenziata dalla Giunta comunale, dovrà poi essere sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale.

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