Sfregio alla fidanzata dell’ex. Viglianisi paga per l’evasione con il lavoro ai servizi sociali

La 22enne di Vimodrone a luglio aveva aggredito con un cutter la rivale in amore. Era finita agli arresti domiciliari e si era allontanata. Sì dal Tribunale alla messa in prova.

Sfregio alla fidanzata dell’ex. Viglianisi paga per l’evasione con il lavoro ai servizi sociali
Sfregio alla fidanzata dell’ex. Viglianisi paga per l’evasione con il lavoro ai servizi sociali

Ha ottenuto la messa alla prova per l’accusa di evasione la 22enne di Vimodrone, Miryam Viglianisi, che avrebbe aggredito e sfregiato con un cutter la rivale in amore perché non accettava la nuova relazione del suo ex compagno, col quale ha avuto un figlio. L’episodio risale a luglio, ma la ragazza è stata arrestata dai carabinieri lo scorso novembre dopo essere stata sorpresa a violare, per la seconda volta in pochi mesi, la misura cautelare degli arresti domiciliari. Ieri mattina si è tenuto al Tribunale di Monza il proseguio del processo per direttissima per evasione, dove la 22enne ha chiesto di venire ammessa alla messa alla prova, che prevede l’affidamento a lavori di pubblica utilità per estinguere il reato. Il giudice ha rinviato a marzo per attendere che il progetto di messa alla prova diventi concreto con l’indicazione dell’ente dove prestare servizio gratuito. Perché la messa alla prova, che si può ottenere una sola volta nella vita ed è destinata a chi non ha ancora avuto condanne e risulta incensurato, deve anche avere un obiettivo riabilitativo delle condotte che sono state oggetto di reato, quindi non basta scegliere un’associazione qualsiasi, ma l’ok ottenuto dall’ente deve avere il vaglio del giudice. Questo percorso potrebbe poi anche venire interrotto dall’accusa più grave di stalking e lesioni che la 22enne deve ancora affrontare. Intanto, su decisione del gip monzese che si sta occupando della vicenda dello sfregio, a Miryam è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima con applicazione del braccialetto elettronico. Quando nel luglio scorso, dopo aver chiesto un incontro chiarificatore alla nuova compagna del suo ex, la 22enne l’ha picchiata e poi le ha sfregiato gambe e volto con un cutter, era partita la denuncia e per la 22enne erano stati disposti gli arresti domiciliari. Ma ha violato il dispositivo una prima volta: era stata trovata dai militari sotto casa e non l’avevano arrestata, decidendo però di aggravare i domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Domenica 12 novembre era stata di nuovo sorpresa fuori dalle mura domestiche, nel Milanese e questa volta arrestata per evasione dagli arresti domiciliari. I carabinieri l’avevano condotta davanti al giudice del Tribunale di Monza per il processo con rito direttissimo, in cui l’arresto era stato convalidato e all’imputata non era stata applicata alcuna misura di custodia cautelare in attesa di entrare nel merito della vicenda con il rinvio dell’udienza. Perché per la 22enne erano ancora validi gli arresti domiciliari, ora trasformati in una misura più lieve.

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