LAURA LANA
Cronaca

Sesto, violentata a 89 anni sul pianerottolo di casa: ecco come è stato rintracciato l’aguzzino

A incastrarlo i vestiti e un neo sulla fronte. Gli inquirenti hanno ricostruito il suo percorso tra Sesto e Milano attraverso i sistemi di videosorveglianza cittadini

Uno scorcio del Rondò a Sesto San Giovanni, la zona teatro dell’aggressione

Uno scorcio del Rondò a Sesto San Giovanni, la zona teatro dell’aggressione

Sesto San Giovanni (Milano) – Prima della violenza, Maria - la chiameremo così - viveva da sola. Nonostante gli 89 anni e nonostante i momenti di scarsa lucidità. Il nipote andava a trovarla tutti i giorni. Lei cucinava da sola, faceva in casa le piccole faccende, usciva per gli acquisti quotidiani. Aveva solo una badante che la aiutava per le questioni più gravose, come la spesa, il bagno, i mestieri domestici e che invece ora è una presenza fissa.

"In questi giorni l’ho vista uscire davvero poche volte. Quasi c’è da sperare che la memoria le abbia cancellato tutto quell’orrore e quel dolore", dice Antonina, la portinaia del palazzo del Rondò dove Maria abita ed è stata abusata per un’ora, nella notte tra il 26 e 27 settembre. "Se ci ripenso mi vengono ancora i brividi. Non si può immaginare quello che le è successo. È qualcosa di disumano, contro ogni natura". Quando Antonina ha iniziato la sua giornata di lavoro aveva già ricevuto un messaggio da una collega: c’era l’atrio macchiato e in disordine."Pensavo che un cane del palazzo avesse fatto i bisogni per terra oppure che avesse comunque sporcato. Magari della spazzatura che aveva gocciolato. Invece, quando sono arrivata ho visto dei capelli sparsi sul pavimento e ho capito subito che c’era qualcosa di strano. Ho pensato al peggio e il pensiero è andato subito a Maria. Dopo tanti anni che lavori in uno stabile, conosci anche le condizioni degli inquilini. Sapendo che ha dei momenti in cui è più fragile e meno lucida ho avuto paura per lei". Un presentimento che si è rivelato esatto, quando sono state visionate le immagini delle telecamere interne dello stabile, che poi sono state acquisite dai carabinieri che hanno iniziato una vera e propria caccia all’uomo.

L’aguzzino è un egiziano di 42 anni senza fissa dimora. Al gip ha detto di vivere a Cinisello, ma di non ricordarsi l’indirizzo. Alle domande non ha risposto. A inchiodarlo sono stati i vestiti e un neo sulla fronte, immortalati dalle immagini delle telecamere. Un po’ sgranate quelle dello stabile - e per questo si attendono ora le analisi del Dna - ma sufficienti per seguire lo straniero a zonzo tra Sesto e Milano attraverso i sistemi di videosorveglianza cittadini. Un raffronto frame per frame, per ricostruire il percorso prima della violenza e subito dopo. L’abbigliamento, i tratti distintivi, le scarpe ma anche quell’andatura incerta e barcollante, quasi da zombie, che lo ha caratterizzato in ogni video impresso.

"I giorni di indagine abbiamo avuto paura. Che potesse tornare, che potesse puntare un’altra vittima e fare anche di peggio - confessa Antonina -. Poteva anche portare Maria a casa, magari pensando di rubare chissà cosa, e chissà cosa sarebbe potuto accadere. Quando ci hanno detto che era stato arrestato siamo stati davvero sollevati". Il 42enne si trova in carcere con le accuse di rapina e violenza sessuale, aggravate dall’essersi accanito con efferatezza di notte su una donna anziana e scarsamente lucida. "Per fortuna il palazzo ha le telecamere - conclude la portinaia - altrimenti questo delinquente avrebbe potuto farla franca".

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