LAURA LANA
Cronaca

Sesto San Giovanni, Delpini nel cuore del rione Vittoria per i 75 anni della parrocchia: “Combattiamo per la pace”

L’arcivescovo ha celebrato la messa al Santissimo Redentore: nell’omelia l’appello all’accoglienza di chi scappa dai conflitti

Monsignor Mario Delpini durante la messa per i 75 anni della parrocchia

Monsignor Mario Delpini durante la messa per i 75 anni della parrocchia

Sesto San Giovanni (Milano) – Pace, giustizia e speranza. Con un’omelia incentrata su questi tre pilastri monsignor Mario Delpini ha celebrato la messa per i 75 anni di fondazione della parrocchia Santissimo Redentore e San Francesco di Sesto San Giovanni. "Una parrocchia viene costruita perché c’è un popolo numeroso. Poi passano gli anni e capita che la comunità si diradi, cambi e celebrare oggi 75 anni fa pensare ‘Quale sarà il futuro?’".

Una lunga riflessione, quella dell’arcivescovo di Milano, sulla fine e sulla precarietà. "Sembra che il declino sia inevitabile. Nasce un fiore, rivela la sua bellezza e poi fiorisce. Anche i grandi palazzi vanno in rovina e le grandi fabbriche alla fine si esauriscono, vengono chiuse, sono finite o trasformate in tutt’altro. Persino i grandi imperi che governano il mondo poi crollano e la storia è piena di macerie. Questa persuasione della precarietà conduce all’insensato: nulla ha più senso".

Ma non è vero, continua monsignor Delpini. A partire proprio dalle chiese. "Non guardiamo le vicende delle parrocchie per capire se la chiesa cresce o diminuisce. Non siamo ragionieri. Questa chiesa, in un contesto di una città così cambiata, ci rende eredi di questi 75 anni di storia".

Un appello a tutte le istituzioni, con lo sguardo all’Ucraina. "In questo mondo, in cui è tanto facile fare la guerra, noi siamo il popolo della pace". Parole anche sull’accoglienza di chi scappa dai conflitti "come i tanti popoli che ora abitano Sesto". Pace ma anche giustizia per reagire alle disuguaglianze, come "la scandalosa differenza tra chi è troppo ricco e chi troppo povero". Infine, la speranza per non guardare al futuro con rassegnazione al declino.

Dopo la messa solenne, il saluto ai parrocchiani, alle autorità e alle associazioni che nel tempo hanno contribuito a tenere vivo il quartiere Vittoria, nato come periferia operaia negli anni dell’imponente presenza del distretto siderurgico e produttivo sestese.

Infine, in via Monte San Michele, il rinfresco condiviso, in cui ognuno ha portato qualcosa. Oggi la parrocchia è cuore pulsante del rione Vittoria: centro aggregativo e culturale con il teatro, centro sociale con l’oratorio (che proprio in piena pandemia nell’estate 2020 fu visitato e apprezzato dall’arcivescovo), presidio per le sfide multiculturali in una zona di confine con Milano e con le ex Marelli da riqualificare.