Sos servizi sociali e sistema penale a Milano: “In 20 per 700 minori, allo stremo”

I lavoratori dell’Ussm in Prefettura: sotto-organico con problemi di sicurezza e richieste in crescita Domani il tentativo di conciliazione con il Centro Giustizia Minorile per la Lombardia: "Siamo al collasso"

Disagio giovanile
Disagio giovanile

Milano –  Sulla “carta“ - nel bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia - dovrebbero essere 41. Ma nella pratica sono solo venti e il carico di lavoro continua ad aumentare: "I lavoratori degli Uffici di servizio sociale per i minorenni di Milano (Ussm) sono allo stremo". Così, oltre ad avere proclamato lo stato di agitazione, hanno scritto una lettera-appello alla Prefettura di Milano, che incontrerà domani i loro delegati per tentare una conciliazione con il Centro Giustizia Minorile per la Lombardia.

L’appello parte da una fotografia. "Nei primi sei mesi del 2022 sono stati 17.716 i minori segnalati alle forze dell’ordine, più della metà rispetto ai 30.400 minori denunciati, arrestati o fermati durante tutto il 2021". E nel 2023, l’Ussm di Milano insieme agli altri servizi minorili della Giustizia lombardi, si sono trovati a far fronte ad altre due emergenze: l’incremento dei minori stranieri non accompagnati e senza fissa dimora da un lato, e "tantissimi giovani con gravissime compromissioni esistenziali e comportamentali" dall’altro. Gli assistenti sociali che lavorano nell’Ussm sono solo 20, su un territorio molto vasto, che da Milano arriva a toccare le province di Varese, Monza e Brianza, Lecco, Lodi, Como, Pavia, Sondrio. Hanno in carico oggi circa 700 minori.

«Da circa tre anni le lavoratrici e i lavoratori dell’Ussm di Milano, i componenti della Rsu e le organizzazioni sindacali sono impegnati in una continua opera di segnalazione delle disfunzionalità del sistema e della conseguente grave ricaduta sui percorsi evolutivi dei minori in carico", sottolineano nella lettera. Oltre a essere sotto-organico, denunciano problemi di sicurezza sul luogo di lavoro: "Non è attivo nessun tipo di monitoraggio degli accessi nonostante si siano verificati diversi episodi nei quali l’incolumità dei funzionari è stata messa pesantemente a rischio. Recentemente un funzionario ha dovuto sporgere querela per continue minacce di morte ricevuta dal padre di un minore in carico".

Altri nodi da sciogliere: nonostante le richieste del personale non è attiva una supervisione professionale del servizio sociale - che dovrebbe essere garantita su tutto il territorio nazionale - e non è previsto un servizio di accompagnamento da parte della polizia penitenziaria (con auto a targa militare) per svolgere visite domiciliari o altre attività sul territorio.

«Tale assenza obbliga i funzionari a lunghi spostamenti con i mezzi pubblici e a recarsi sovente in luoghi potenzialmente pericolosi. L’Amministrazione ha messo a disposizione un auto a targa civile", spiegano aggiungendo che missioni e trasferte non vengono rimborsate tempestivamente, stanno aspettando i rimborsi da quasi un anno: "E gli assistenti sociali continuano ad anticipare le spese per non interrompere il servizio". Di qui lo stato di agitazione "dopo anni di non ascolto e procrastinazione dei problemi sulla pelle di chi ogni giorno è in prima linea per favorire il buon esito dei percorsi evolutivi dei minori in carico".

"Il sistema della giustizia penale minorile lombardo è al collasso - l’urlo delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Milano -. Siamo allo stremo".

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