Sensori angolo cieco, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Milano: cosa succede ora per i mezzi pesanti in città

Palazzo Spada boccia il Tar e respinge i ricorsi degli autotrasportatori contro le limitazioni per l’Area B introdotte nel 2023

Adesivi e sensori per l'angolo cieco su un camion

Adesivi e sensori per l'angolo cieco su un camion

Milano – Il Consiglio di Stato ribalta il pronunciamento del Tar e riafferma il potere del Comune di Milano di prescrivere ai camion che intendano entrare e circolare in Area B l’obbligo di essere dotati di sensori contro l’angolo cieco, altrimenti noti come sensori salva-ciclisti. Tale obbligo era stato introdotto dalla Giunta comunale in risposta alla lunga serie di incidenti mortali nei quali, nel 2023, sono rimasti coinvolti i ciclisti. Incidenti quasi sempre segnati dalla stessa dinamica: il conducente del mezzo pesante che non si accorge di avere al suo fianco un ciclista e, ignaro, finisce per investirlo.

I sensori segnalano ai guidatori quando ci sono auto o biciclette fuori dal campo visivo degli specchietti
I sensori segnalano ai guidatori quando ci sono auto o biciclette fuori dal campo visivo degli specchietti

Il 23 novembre, però, i giudici amministrativi avevano accolto il ricorso presentato da sette imprese dell’autotrasporto sostenute, ad adiuvandum, da due associazioni di categoria: Assotir e Sistema Trasporti. Secondo il Tar, infatti, i Comuni non hanno facoltà di introdurre simili divieti anche se limitatamente ad una zona a traffico limitato quale è Area B. In fatto di sicurezza stradale la competenza è dello Stato. E si tratta di competenza esclusiva.

Un’interpretazione sulla quale i giudici del Consiglio di Stato non hanno, invece, convenuto. Da qui le 40 pagine di sentenza con le quali si ribalta quanto sancito dal Tar lo scorso novembre. Con le sue delibere “il Comune di Milano – sentenzia il Consiglio di Stato – ha limitato la circolazione in una zona della città imponendo un divieto di circolazione circoscritto ad alcuni veicoli e ad alcuni giorni della settimana e orari e prevedendo al contempo alcune deroghe a detto divieto. Così facendo il Comune di Milano ha esercitato il potere conferito ai Comuni dal decreto legislativo 285 del 1992”.

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