Scontro sulla sanità lombarda. Pd: firme per cambiare legge. Bertolaso: non serve, agiamo

Majorino lancia una proposta d’iniziativa popolare sul servizio regionale L’assessore: troppe norme inapplicate

si infiamma la discussione sul sistema sanitario in Lombardia

si infiamma la discussione sul sistema sanitario in Lombardia

Milano, 24 febbraio 2024 –  Il Pd torna a chiedere le firme dei lombardi per andare all’attacco della legge regionale che disciplina il servizio sociosanitario lombardo.

Dopo il referendum abrogativo che a settembre è stato dichiarato inammissibile ai voti, e senza appello, dal Consiglio regionale – "In maniera scandalosa", rimarca Pierfrancesco Majorino, capogruppo dei dem che hanno fatto ricorso al Tar -, si passa a una proposta di legge d’iniziativa popolare, lanciata dalla conferenza dem “La salute è un diritto“, in corso al Pirellone.

La legge, per la quale, spiega Majorino, la raccolta firme "partirà nelle prossime settimane", si compone di due articoli per modificare il testo unico delle leggi regionali in materia di sanità nella parte dei principi "che determinano le scelte": inserendone quattro ("universalità", "centralità della prevenzione", "priorità dei servizi territoriali" e "governo pubblico degli erogatori") ed eliminando l’"equivalenza" tra pubblico e privato introdotta con la riforma Moratti a fine 2021: "Per evitare che si trasformi in privatizzazione strisciante - chiarisce Majorino –. A un anno dalle elezioni da Fontana e Bertolaso abbiamo avuto solo chiacchiere, la sanità è da ricostruire", continua portando a esempio "il Centro unico di prenotazione anti liste d’attesa, che va fatto in 12 mesi e non in tre anni, con un vincolo sancito per legge" in base al quale "il privato che non sta nel Cup non riceve risorse pubbliche a nessun livello". E poi "riorganizzare la rete territoriale dei servizi", e le nomine in sanità per slegarle "dalla fedeltà partitica".

"Non abbiamo bisogno di leggi, i cassetti della Lombardia e di questo Paese sono pieni di leggi bellissime e mai applicate - ribatte l’assessore al Welfare Guido Bertolaso –. Abbiamo invece bisogno di mettere in campo tutti i vertici e gli operatori della sanità per fare quello che sanno, è questione di organizzazione, non di norme – dice a margine di un incontro tra sindaci e altri stakeholder del Milanese con l’Ats e i nuovi direttori di Irccs e Asst –. In Lombardia il pubblico lavora in modo eccellente e il privato lavora bene in sinergia col pubblico, non c’è una sanità di serie A e una di serie B. La parte politica deve fare proposte, però alcune che ho sentito annunciare le stiamo già facendo, come l’eliminazione dei gettonisti, la riduzione delle liste d’attesa", continua l’assessore, spiegando che nel 2023 "abbiamo erogato 700mila prestazioni in più dell’anno precedente", e annunciando l’iniziativa di "un ospedale di Milano" che offrirà visite ed esami "fino alle 20" anche il sabato, "e la domenica fino alle 12".

“Appoggio totale” alla proposta di legge del Pd dal sindaco di Milano Beppe Sala, che a margine della conferenza dem definisce lo scontro interno ai dem sul terzo mandato degli amministratori "più che pericoloso, sgradevole". Sulla questione che spacca anche il centrodestra è entrato ieri a sorpresa il governatore leghista Attilio Fontana, rispondendo in tv su un suo possibile tris: "Adesso come adesso sarei disponibile, poi è chiaro che bisognerà vedere come sarà la situazione fra tre anni". Giulia Bonezzi

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