Un'agente di polizia locale
Un'agente di polizia locale

Milano, 6 novembre 2018 - «Scioperiamo a Sant’Ambrogio». A un mese dall’appuntamento con la Prima della Scala, gli agenti della polizia locale scendono in trincea. Il motivo del contendere è sempre lo stesso: l’introduzione del badge per la rilevazione elettronica della presenza dei ghisa in servizio.

La sperimentazione è partita il primo novembre al Comando di Zona 3 e all’ufficio Personale di piazza Beccaria, e all’inizio di dicembre coinvolgerà pure il Radiomobile e la centrale operativa, in vista della messa a regime definitiva della riforma nel 2019. Una riforma imposta dalla legge per i dipendenti della pubblica amministrazione. Una riforma che non va giù a tanti vigili, che vogliono essere equiparati agli operatori delle forze di polizia e che già oggi svolgono mansioni che poco hanno a che vedere con viabilità, controllo della sosta e incidenti stradali. Ieri pomeriggio si è tenuto in Prefettura il tentativo obbligatorio di conciliazione tra una delegazione del Comune e i rappresentanti del Sulpm, il sindacato maggioritario tra i tremila agenti, e di altre due sigle di base. Esito della riunione: rottura confermata. Conseguenza: «Domani (oggi, ndr) proclameremo sciopero per il 7 dicembre e stop agli straordinari dal 4 al 9 dicembre», fa sapere il segretario cittadino e vigile motociclista Daniele Vincini. Non è il primo anno che i ghisa preannunciano lo stop a Sant’Ambrogio, anche se alla fine l’astensione dal lavoro si è concretizzata solo in un caso: «Erano i tempi di Albertini sindaco, facemmo anche una manifestazione - aggiunge Vincini -. Siamo intenzionati ad andare avanti fino in fondo anche stavolta, a meno che il prefetto non decida di precettare».

Presto per parlarne. Meglio concentrarsi sull’attualità. Vincini parte da un numero per contestare la linea dell’amministrazione: «Nel 2017, i dati sulle presenze dicono che la media dei dipendenti comunali si è attestata all’88%, mentre la nostra ha superato il 94%. Non serve certo il badge per scovare gli assenteisti, noi siamo a posto così. Cioè con il metodo della “spunta”, «efficace da 158 anni»: a inizio turno, il graduato controlla di persona la presenza fisica dell’agente e la annota sul brogliaccio in corrispondenza del nome. «Ai tempi di Barbato comandante e Rozza assessore - ricorda Vincini - si era parlato di sostituire il brogliaccio cartaceo con un tablet: su quella base potremmo sederci a discutere, sul badge no». In realtà, sul tavolo ci sono anche altri temi, a cominciare dai fondi messi a disposizione per la previdenza complementare (sul piatto 2 milioni per il 2018), ma il badge rischia di diventare «la madre di tutte le battaglie».