Schiaffi e alimentazione forzata. Condannata responsabile di un nido

La donna di 54 anni era accusata di maltrattamenti per alcuni episodi avvenuti tra fine 2018 e 2020. Vittime 8 bambini di età compresa tra i 7 e i 18 mesi. A far scattare l’indagine l’esposto di un’educatrice.

Schiaffi e alimentazione forzata. Condannata responsabile di un nido
Schiaffi e alimentazione forzata. Condannata responsabile di un nido

Bambini costretti a mangiare forzatamente, colpiti anche con schiaffi e schzzi d’acqua sul viso. Queste le accuse a carico della ex titolare di un asilo nido di Cerro al Lambro, che è stata condannata dal tribunale di Lodi, in primo grado, a due anni e quattro mesi di reclusione, per maltrattamenti. I fatti contestati alla donna, un’educatrice di 54 anni, sono avvenuti tra la fine del 2018 e l’autunno del 2020. Ai tempi la signora era responsabile del nido “Il trenino delle coccole“, dove, in più di un caso, avrebbe avuto atteggiamenti aggressivi nei confronti dei piccoli iscritti, di età compresa fra i 7 e i 18 mesi.

Otto i bambini coinvolti nella vicenda. Gli episodi consistevano in schiaffi, schizzi di acqua sul viso e in un caso anche alimentazione forzata di alcuni bocconi di frutta. Così la titolare del servizio avrebbe cercato di reprimere capricci e ritrosie dei piccoli che le erano stati affidati.

A far scattare l’indagine era stato l’esposto presentato da una delle educatrici della struttura dopo l’interruzione del rapporto di lavoro. I carabinieri avevano acquisito elementi utili alle verifiche non solo posizionando alcune micro-telecamere nell’asilo, ma anche convocando in caserma i genitori dei bambini, per raccogliere le loro testimonianze. In più di un caso le famiglie stesse avevano iniziato a nutrire dei sospetti rispetto al trattamento riservato ai loro figli all’interno della struttura.

Ora è arrivato il pronunciamento del tribunale, che ha anche stabilito un risarcimento di 5mila euro a favore del Comune di Cerro al Lambro, proprietario dei locali e costituitosi parte civile nel processo. I giudici hanno disposto inoltre un risarcimento di mille euro per ciascuna delle otto famiglie coinvolte nell’accaduto. Ora si tratterà di capire se si profila un ricorso in appello e se i successivi gradi di giudizio confermeranno la condanna ricevuta dall’imputata.

L’episodio di Cerro al Lambro ha diversi precedenti. Nel 2014 la Cassazione ha reso definitiva la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per due maestre dell’asilo “Primi passi“ di Casarile, arrestate nel marzo del 2011 per aver maltrattato i bambini affidati alle loro cure. Anche in quel caso, l’indagine era scaturita dalla segnalazione di un’ex maestra della struttura. Gli episodi incriminati riguardavano schiaffi, urla, minacce e punizioni con bambini rinchiusi in stanzette, da soli.

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