Scala, striscioni pro Gaza in teatro: "Stop genocidio" e appelli alla pace. Applausi e nessun identificato

Il flash mob alla fine della prova del concerto di Natale. Verosimile che gli autori avessero il biglietto. Uno dei partecipanti: "Idea nata all’ultimo momento con il passaparola per avere più visibilità".

Scala, striscioni pro Gaza in teatro: "Stop genocidio" e appelli alla pace. Applausi e nessun identificato
Scala, striscioni pro Gaza in teatro: "Stop genocidio" e appelli alla pace. Applausi e nessun identificato

di Nicola Palma

e Marianna Vazzana

MILANO

"Stop bombing Gaza" e "Stop genocidio a Gaza" sono i due striscioni srotolati tra gli applausi, insieme a bandiere della pace e della Palestina, ieri sera da alcuni spettatori dei palchi alla fine della prova del concerto di Natale diretto da Daniel Harding al Teatro alla Scala. Così in poco più di due settimane il Piermarini è diventato per due volte luogo privilegiato per esprimere un pensiero, gridato o mostrato (senza permesso) sapendo di avere una immediata cassa di risonanza dalle proporzioni enormi. La mente corre alla sera del 7 dicembre, quella della Prima, quando a rubare la scena al “Don Carlo“ di Verdi è stato Marco Vizzardelli, giornalista appassionato di lirica, che ha urlato da un palco "Viva l’Italia antifascista", per poi essere identificato dalla Digos e diventare un caso politico. Ieri sera la seconda puntata. La prova del concerto, con in programma “Fantasia per pianoforte, soli, coro e orchestra“ di Beethoven, si è svolta normalmente, poi al termine sono stati mostrati gli striscioni ed è stato urlato un appello alla pace. "In questo momento ci sono bombe che stanno colpendo a Gaza come in Ucraina, in Chad come in Congo come in Etiopia e allora basta bombe e basta armamenti nel mondo", il grido che ha strappato applausi, mentre da altri palchi e in platea facevano capolino anche le bandiere della pace e palestinese.

Si è trattato di un "flash mob nato dal passaparola all’ultimo momento", ha spiegato Franco, uno dei partecipanti, in tutto una ventina che si sono poi ritrovati in piazza. "Nessuno ci ha identificato e siamo stati anche applauditi. Siamo compagni misti, non è una associazione. Partecipiamo alle manifestazioni del sabato “pro Palestina“ (organizzate da diverse settimane, ndr) e ci chiedevamo se ci fosse il modo di essere più visibili". Da qui l’idea dell’improvvisata in teatro, che potrebbe non restare l’unica. "Stiamo valutando". I responsabili sono entrati con regolare biglietto? Generalmente, apprendiamo, i biglietti per le prove generali di uno spettacolo sono riservati ai dipendenti, che abitualmente li distribuiscono a parenti e amici: è verosimile che qualche dipendente scaligero particolarmente sensibile alla causa palestinese abbia dato la possibilità agli attivisti di entrare al Piermarini con regolare tagliando. Non c’erano forze dell’ordine all’interno del teatro (non è previsto vi siano in queste circostanze) ma i poliziotti che erano in piazza sono comunque intervenuti dopo la segnalazione del flash mob. La rappresentazione però era già finita e sulle poltrone non c’era più nessuno. In ogni caso la situazione era tranquilla e nessuno è stato identificato. Ma "ora queste persone – auspica Riccardo De Corato, deputato di FdI – verranno identificate e denunciate attraverso le telecamere?".

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