San Siro senza Inter e Milan? Il sindaco si gioca la carta della musica dal vivo

Sala su Instagram annuncia il piano B per il Meazza: senza il calcio, diventerà tempio per i concerti. Contatti con le multinazionali del settore: quali sono

Concerto a San Siro: dal 1980 lo stadio ne ha ospitati 160 (Archivio)

Concerto a San Siro: dal 1980 lo stadio ne ha ospitati 160 (Archivio)

Milano, 14 marzo 2024 – Mick Jagger anni fa definì lo stadio di San Siro "la Scala del rock". Il frontman dei Rolling Stones potrebbe averci visto giusto, in prospettiva futura. Sì, perché se il Meazza non sarà più la casa di Milan e Inter, cioè "la Scala del calcio" – una delle definizioni più note dell’impianto milanese – potrebbe trasformarsi in uno stadio dedicato ai concerti e agli eventi live.

Il sindaco Giuseppe Sala, ieri mattina durante la prima diretta Instagram “Cose in Comune“, dedicata proprio al futuro di San Siro, ha ipotizzato che, in caso di addio dei club allo storico impianto calcistico, "si lavorerebbe sull’ipotesi di dedicarlo alla musica dal vivo e a eventi di varia natura. Sì, se Milan e Inter non saranno per nulla interessati alla ristrutturazione dell’impianto, quella è la prima via che proverei ed ho già avuto contatti in proposito. I concerti dal vivo ormai fanno riferimento a due, tre multinazionali ed io ho rapporti continui, loro sarebbero interessati".

Il piano B

San Siro “rock “ come Piano B in caso di trasloco di Milan e Inter a San Donato Milanese e a Rozzano. La storia dello stadio milanese è già fortemente legata alla musica, a partire dal 27 giugno 1980, quando il Meazza ospitò il mitico concerto di Bob Marley. Da allora alla scorsa estate lo stadio meneghino ha ospitato 160 concerti e la prossima estate ce ne sono altri 19 in calendario.

San Siro potrebbe vivere di sola musica, nel caso in cui Milan e Inter decidessero veramente di realizzare i loro nuovi stadi fuori Milano. "Non potrei mai lasciare lo stadio abbandonato – continua Sala –. Una via plausibile è quella dei concerti perché lo stadio ha una storia su questo, il mondo della musica dal vivo inoltre è un business molto importante, in Italia fa più fatturato del cinema: a loro interesserebbe".

I contatti di Sala

Il sindaco ha accennato a "due, tre multinazionali" con cui il Comune potrebbe ragionare su una ristrutturazione in chiave rock e pop. Il primo cittadino non fa nomi, ma i giganti del business legato all’organizzazione dei concerti e alla gestione degli impianti in cui ospitare gli show sono tre: Live Nation, Eventim e Asm Global.

Live Nation organizza già la maggior parte dei concerti estivi a San Siro, compresi i primi due di questa estate, insieme a Barley Arts: 1° e 3 giugno, Bruce Springsteen. Eventim è la multinazionale già impegnata nella realizzazione della nuova Arena olimpica da 16 mila posti a Santa Giulia. Asm Global, infine, aveva già incontrato il sindaco il 9 novembre 2022 per illustrargli la proposta di ristrutturazione dello stadio per i concerti.

Asm Global è collegata con Aeg Presents, l’altra multinazionale, oltre a Live Nation, che negli Stati Uniti gestisce i grandi impianti che ospitano i concerti.

La sponda del ticketing

Da notare, inoltre, che le grandi società di ticketing – cioè di vendita dei biglietti per i concerti – sono legate alle tre società sopracitate. Ticketone è di proprietà di Eventim, mentre Ticketmaster è di proprietà di Live Nation. Sala conferma che la musica avrebbe un ruolo importante a San Siro anche in caso di ristrutturazione dello stadio per Milan e Inter: "Ho detto a Webuild – che entro giugno dovrà consegnare il piano di fattibilità per una ristrutturazione che non costringa i club a giocare lontani dal Meazza – di lavorare anche su come migliorare l’insonorizzazione perché un restyling di San Siro deve essere comunque compatibile con i concerti".

Appello alle squadre

Il Piano A del Comune, in ogni caso, resta far restare i club in un San Siro ristrutturato e con un futuro calcistico di almeno 20-30 anni. L’appello finale di Sala a Milan e Inter, al termine della diretta Instagram, è accorato: "Ha senso lavorare sulla riqualificazione di San Siro. Fatemi dire il perché. È uno stadio storico, è la Scala del calcio, è per tanti, vecchi e giovani, un impianto nelle abitudini, nelle tradizioni e nelle storie familiari. Io ci andai per la prima volta con mio padre quando avevo sei anni. San Siro è la storia del calcio, è ben posizionato: ci si arriva in metropolitana e in molti altri modi. I milanesi ci sono profondamente abituati, San Siro è casa".

Il sindaco, subito dopo, si rivolge direttamente a Milan e Inter: "Ma veramente volete chiedere ai vostri tifosi di andare a San Donato e a Rozzano, obbligandoli a una logistica difficile e diversa? E, infine, e lo dico con rispetto e senza voler fare i conti in tasca agli altri, ma con il costo del denaro che c’è ora – e con le attuali proprietà che sono realtà che non possono permettersi di collezionare perdite – io offro la possibilità a Milan e Inter di ristrutturare San Siro attraverso un investimento molto più limitato che realizzare un nuovo stadio. Io spero che Milan e Inter restino insieme nello stesso impianto per un numero di anni significativo". In caso contrario, San Siro sarà rock.

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