Milan e Inter hanno scartato l'opzione della ristrutturazione dell'attuale stadio
Milan e Inter hanno scartato l'opzione della ristrutturazione dell'attuale stadio

Milano, 19 settembre 2019 - Un nuovo stadio e due o tre grattacieli a San Siro. I due progettiil primo dello studio di architettura americano Populous, il secondo dell’italiano Manica Architecture e Sportiumpresentati ieri dai vertici di Milan e Inter al presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè e ai capigruppo di maggioranza e opposizione trasformano l’area dove attualmente c’è lo stadio «Giuseppe Meazza» in un nuovo quartiere, sotto certi aspetti simile a Porta Nuova e CityLife, pur con una chiara vocazione sportiva. Entrambi i masterplan selezionati da rossoneri e nerazzurri prevedono la realizzazione di un nuovo stadio e la demolizione del Meazza.

I rendering illustrati ieri pomeriggio in Sala Giunta da Ivan Gazidis e Paolo Scaroni (arrivato con un’ora di ritardo) per il Milan e da Alessandro Antonello per l’Inter agli eletti a Palazzo Marino mostrano due piani di sviluppo urbanistico diversi sotto certi aspetti, ma simili su altri. Partiamo dalla forma dello stadio. Il progetto di Populous disegna uno stadio rettangolare simile come forma al Meazza, ma nell’area dell’attuale parcheggio, sul lato di via Tesio. Nell’area limitrofa all’attuale impianto, invece, ecco spuntare due grattacieli. Volumetrie in altezza, con tanto di centro commerciale, uffici, hotel e verde. Un nuovo quartiere. Il progetto di Manica-Sportium, invece, prevede uno stadio dalla forma ovale, tre grattacieli e un grande prato in cui poter giocare a calcio da realizzare, una volta abbattuto l’attuale stadio, nell’area dove sorge il Meazza. Un modo per ricordare il vecchio impianto. Milan e Inter hanno scartato l’opzione della ristrutturazione dell’attuale stadio perché i lavori di restyling della struttura costringerebbero le due squadre a giocare lontane da Milano per quattro anni e farebbero perdere alle due società 115 milioni di euro rispetto all’opzione nuovo stadio. Non solo. Nelle slide mostrate si sostiene che il costo di un’eventuale ristrutturazione dello stadio (510 milioni di euro) non sarebbe di molto inferiore alla realizzazione di un nuovo e moderno impianto (650 milioni). Il restyling ridurrebbe i posti da 78.278 a 58 mila (di cui 6.500 posti premium). Il nuovo stadio, invece, avrebbe una capienza di 60 mila posti (di cui 12.500 premium) e consentirebbe a Milan e Inter di avere ricavi simili a quelli dei top club europei come Barcellona e Real Madrid.

Scaroni,  per convincere i consiglieri comunali della bontà dei progetti, ha tirato in ballo gli storici capitani di Milan e Inter: «Ci sono calciatori, come Maldini e Zanetti, che hanno giocato oltre 400 partite a San Siro ma che sono favorevoli alla realizzazione di un nuovo stadio e alla demolizione del Meazza». Gazidis, ex dirigente dell’Arsenal, ha ricordato invece che la costruzione del nuovo Emirates Stadium al posto del vecchio Highbury «ha reso più sicuro quel quartiere, frequentato ora dalle famiglie». Antonello, infine, ha detto ai consiglieri che senza il «sì» del Comune al progetto, i due club proverebbero ad andare avanti proponendo al Governo l’applicazione della legge sugli stadi.


Il sindaco Giuseppe Sala, già in mattinata, prima dell’incontro in Comune, era partito in contropiede: «È evidente che non è l’amministrazione comunale a voler rinunciare a San Siro, sono i club a voler costruire un nuovo stadio».