San Siro, Sala pensa al dopo Milan e Inter: un bando per vendere lo stadio e l’area vicina. Ecco chi potrebbe acquistarlo

Il sindaco: "Se i club lasceranno il Meazza, il Comune dovrà agire per evitare un danno erariale"

Milano – Vendere lo stadio e l’area limitrofa. La stessa su cui avevano messo gli occhi Milan e Inter per realizzare il nuovo stadio rossonerazzurro e rifunzionalizzare il Meazza per creare un distretto commerciale e sportivo. Il sindaco Giuseppe Sala riprende il filo del discorso avviato martedì, quando ha iniziato a parlare di un Piano B nel caso in cui i due club vadano a giocare fuori Milano – il Milan a San Donato Milanese e l’Inter a Rozzano – e spiega meglio qual è la strategia di Palazzo Marino per il futuro della Scala del calcio e del rock.

L'area esterna dello stadio San Siro
L'area esterna dello stadio San Siro

"Io non vorrei mai arrivare a vendere San Siro, noi abbiamo un contratto di affitto dello stadio con Milan e Inter fino al giugno 2030", premette il primo cittadino, che subito dopo aggiunge: "Se le squadre decidessero veramente di andar via e se ce lo comunicassero formalmente, visto che ormai sono su un altro orizzonte, io non posso rischiare di creare un danno erariale, arrivare all’ultimo momento e forse trovare un compratore. In realtà gli interessi su San Siro ci sono e ci sono sempre stati. Ma sono tutte cose che io per ora tengo nel cassetto perché non vorrei mai arrivare a venderlo".

Sala non rinuncia al pressing su Milan e Inter affinché prendano in considerazione l’idea di restare a San Siro e ristrutturare il Meazza senza dover traslocare altrove a giocare per due o tre anni, ma inizia a prendere seriamente in considerazione lo scenario più negativo per il Comune: club in fuga da Milano e stadio vuoto. Che fare, nel caso tutto ciò si verificasse? Palazzo Marino pensa a un bando per mettere in vendita non solo lo stadio, ma, come premesso all’inizio, anche l’area comunale dove attualmente ci sono il parcheggio dell’impianto e il Parco dei Capitani. Ma ecco le parole del sindaco su questo punto: "Noi potremmo arricchire l’offerta, oltre che con lo stadio, con l’area limitrofa, che ha diritti volumetrici allegati, che sono quelli previsti dal Piano di governo del territorio (l’indice minimo di 0,35, ndr ), nulla di più. Questa potrebbe essere una soluzione".

La maxi-area di San Siro potrebbe far gola a più di un gruppo immobiliare. Certo, per lo sviluppo dell’area c’è l’ostacolo del vincolo della Sovrintendenza sul secondo anello del Meazza, un vincolo che di fatto impedisce di demolire lo stadio e realizzare altro su quella superficie, come avrebbero voluto fare Milan e Inter (parliamo del progetto presentato dai club nel 2019 e attualmente congelato per non dire accantonato). Il vincolo, dunque, è un problema, ma la possibilità di mettere le mani sull’intera area di San Siro per un privato resta un’opzione interessante. Chi farsi avanti nel caso in cui Palazzo Marino lanciasse un bando per stadio e terreno limitrofo? Il primo nome che viene in mente è quello di Hines, una delle maggiori società immobiliari al mondo, che attualmente sta già lavorando sul progetto Extm, cioè “Ex Trotto Milano" l’area di 130 mila metri quadrati, proprio di fianco al Meazza, dove una volta c’era l’ippodromo di San Siro ed entro quest’anno partiranno i lavori per realizzare 700 alloggi in affitto convenzionato di cui una parte, 300, destinati ad anziani over 65, e 600 appartamenti venduti nel mercato libero.

In totale, circa 3 mila nuovi residenti per un nuovo quartiere che il progettista Brian Girard ha definito "la città-giardino del XXI Secolo". Poco meno di metà dell’area, 50mila mq, è destinata a parco con 700 nuovi alberi (l’area verde è progettata dallo studio Land) mentre 12mila mq saranno occupati da servizi aperti alla città.

Tornano all’area comunale con stadio e zona limitrofa, oltre ad Hines potrebbe scendere in campo Coima Sgr di Manfredi Catella, gruppo immobiliare che negli ultimi anni è stato il protagonista della rigenerazione urbana di più di un quartiere della città, da Porta Nuova nelle ex Varesine al futuro Villaggio olimpico nell’ex Scalo Romana. Resta il nodo Meazza. Che fare di uno stadio che non può essere demolito perché vincolato? Qualche alternativa ci sarebbe. All’Highbury di Londra, l’ex casa dell’Arsenal, la struttura dello stadio è stata riconvertita a complesso residenziale con 725 alloggi e attici di lusso.

Ma per il Meazza resta sullo sfondo un’altra opzione: Asm Global aveva incontrato Sala dicendosi disponibile a progettare il riutilizzo dello stadio per concerti e altri tipi di eventi, magari prevedendone la copertura totale. Progetto complicato da realizzare, ma da non scartare a priori.

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