Sale piene, cinema Odeon chiuso: un pugno di lavoratori sfida il colosso degli show

Milano, col nuovo anno cause in Tribunale contro il trasferimento fuori dalla regione. Le incognite sul futuro del palazzo in Duomo che ospitava l’antico cinema

Cinema Odeon a Milano
Cinema Odeon a Milano

Il triste epilogo del Cinema Odeon di Milano dopo 94 anni di attività risalta nei giorni delle feste, quando tradizionalmente le sale si riempiono registrando il picco di incassi. Un pugno di lavoratori trasferiti fuori regione dopo la chiusura non si arrende, e porta davanti al Tribunale del Lavoro la battaglia per i diritti. Alcuni hanno rinunciato a impugnare il trasferimento, altri hanno raggiunto un accordo economico con The Space Cinema mentre in quattro (assistiti dai sindacati Slc-Cgil e Uilcom-Uil) stanno portando avanti la causa di fronte ai giudici, con le udienze fissate per febbraio. Intanto, per evitare di perdere il posto di lavoro, hanno preso servizio nelle sedi proposte lo scorso agosto dal colosso dell’intrattenimento.

"Attendiamo che il Tribunale si esprima sul trasferimento – spiega Giovanni Fagone, segretario della Slc-Cgil Lombardia – che è stato loro imposto dopo la chiusura del cinema, nonostante The Space avesse la possibilità di ricollocarli in altre sale nel Milanese. Al posto di una delle sale più antiche d’Italia c’è ora un cantiere, nascerà un polo del lusso e non sappiamo se all’interno potrà trovare spazio un nuovo cinema. A Milano è l’unico fronte aperto nei cinema – conclude – in un settore che si è assestato dopo i contraccolpi della pandemia e in questo periodo non sta registrando grosse problematiche occupazionali". Gli operatori dell’Odeon, alcuni con anni di servizio alle spalle nella sala in via Santa Radegonda chiusa dallo scorso primo agosto, avevano ricevuto la lettera di trasferimento in città come Parma e Verona, in Liguria o addirittura in Puglia. Secondo i sindacati, che all’epoca avevano lanciato un appello anche al sindaco Giuseppe Sala, si tratta di "licenziamenti mascherati da trasferimenti", che gli operatori hanno dovuto accettare a settembre per conservare il posto di lavoro. È rimasta quindi un’unica carta da giocare, quella del ricorso in Tribunale. Intanto ci sono movimenti nel variegato settore del mondo dello spettacolo milanese, con una assemblea a fine novembre fra la Fistel-Cisl e il Gruppo 206, che riunisce attori di teatro, cinema e televisione. "Con il nuovo anno si lavorerà su alcune situazioni problematiche – spiega Nicola Cimmino (Fistel-Cisl) – come ad esempio la stabilizzazione dei precari del Piccolo".

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