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17 lug 2022
17 lug 2022

Sala chiede a Draghi di rimanere al Governo

Il sindaco ha firmato una lettera insieme ad altri 110 colleghi di tutta Italia: "Abbiamo bisogno di stabilità"

17 lug 2022
Il sindaco Giuseppe Sala
Il sindaco Giuseppe Sala
Il sindaco Giuseppe Sala
Il sindaco Giuseppe Sala
Il sindaco Giuseppe Sala
Il sindaco Giuseppe Sala

C’è anche il sindaco Giuseppe Sala tra gli undici primi cittadini che ieri hanno sottoscritto la lettera inviata al premier Mario Draghi per chiedergli di restare al suo posto. "Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo – il testo della missiva –. Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni".

La conclusione: "Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare la trasformazione delle nostre città, perché senza la rinascita di queste non rinascerà neanche l’Italia". Poi le firme: accanto a quella di Sala, ci sono quelle di Luigi Brugnaro (sindaco di Venezia), Marco Bucci (Genova), Antonio Decaro (presidente Anci e primo cittadino di Bari), Michele De Pascale (sindaco di Ravenna e presidente Upi), Giorgio Gori (Bergamo), Roberto Gualtieri (Roma), Stefano Lo Russo (Torino), Dario Nardella (sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane), Maurizio Rasero (Asti) e Matteo Ricci (sindaco di Pesaro e presidente Ali). Nella lettera aperta, gli amministratori locali hanno inoltre espresso "incredulità e preoccupazione" per la crisi di Governo, "generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza". "Le nostre città – hanno aggiunto –, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso a uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà".

E ancora: "Il Presidente Mario Draghi ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula, ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio". Nel corso della giornata di ieri, altri cento sindaci si sono uniti all’appello. E dal canto suo il governatore della Liguria Giovanni Toti ha lanciato un’iniziativa analoga tra i presidenti di Regione per far sì "che Draghi rimanga al suo posto: servono stabilità e decisioni rapide".

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