Roby Cantafio va in pensione: "Canta che ti passa la tristezza"

Il musicista lascia il suo incarico di tecnico a Vizzolo: "Lo racconterò in un nuovo brano" .

Roby Cantafio va in pensione: "Canta che ti passa la tristezza"
Roby Cantafio va in pensione: "Canta che ti passa la tristezza"

"Timbrare l’ultimo cartellino? È come chiudere una porta, sapendo che non la riaprirai più. Per fortuna la musica aiuta a stemperare la malinconia". L’ultimo giorno di lavoro è stato poco prima di Natale e così, dopo quasi 30 anni come dipendente dell’Asst Melegnano e Martesana col ruolo di tecnico informatico e webmaster, è arrivato alla pensione Roberto “Roby“ Cantafio. È stato lui a creare il primo sito Internet aziendale, negli ormai lontani anni Novanta. Chitarrista e cantautore, con un animo da artista fin da quando era ragazzino, amico e collaboratore di personaggi del calibro di Alberto Radius e Ricky Portera, accanto al lavoro nell’azienda sanitaria di Vizzolo Predabissi ha sempre coltivato anche la sua grande passione per la musica. Talvolta le due dimensioni si sono fuse in tutt’uno, come quando, nei primi anni Duemila, collaborò alla realizzazione di “Percorsi di vita“, un disco inciso per promuovere le attività dell’Asst e contribuire alla creazione di nuove camere nei reparti di oncologia. "La compilation raccoglieva un revival di musica italiana, io cantavo ‘Sorprendimi’ degli Stadio – ricorda il chitarrista –. Al progetto, al quale collaborò Mara Maionchi, parteciparono parecchi artisti, anche famosi. Una bella esperienza".

Lavoro e arte si sono incrociati anche nel 2020, quando, sull’onda dell’emergenza Covid, Cantafio ideò la canzone “Perché“. Diffuso su tutte le principali piattaforme musicali, il brano aveva l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere le attività ospedaliere, messe sotto pressione dalla pandemia. "Le sirene delle ambulanze, le canzoni urlate dai balconi, i malati che morivano senza il conforto di un ultimo abbraccio: quel brano raccoglieva emozioni forti e ha saputo toccare l’animo di molti", ricorda oggi il suo autore.

"Sono grato alle direzioni aziendali che si sono succedute nel tempo (una ventina, da quando ho iniziato a far parte del gruppo) perché non hanno mai ostacolato la mia propensione artistica. L’Asst è stata per me come una seconda casa. Lì sono nate amicizie che durano tuttora". Ora il neo pensionato ha tanti progetti, "compreso quello d’incidere un nuovo disco, dove far confluire le emozioni del momento".

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