Rivolta contro la polizia per bloccare l’arresto di un rapinatore in via Padova: ferito un agente

Milano, decine di nordafricani insieme ad alcuni frequentatori del centro sociale di via dei Transiti accerchiano i poliziotti durante il fermo di un 17enne

L’aggressione in via dei Giardini ripresa da una telecamera

L’aggressione di venerdì scorso in via dei Giardini ripresa da una telecamera: nel frame si vedono i tre rapinatori che aggrediscono il turista montenegrino e gli strappano dal polso un orologo marca Audemars Piguet da 20mila euro

Milano – È bastata qualche parola urlata in arabo a richiamare una folla di una trentina di persone. Giovani nordafricani, in gran parte, e antagonisti di un centro sociale contro la polizia per impedire l’arresto di un 17enne algerino, ricercato da una settimana per il raid violento di via dei Giardini.

La rivolta anti-polizia è andata in scena nel tardo pomeriggio di giovedì 28 marzo in via Padova: lì, alle 18.40, i Falchi della Squadra mobile, coordinati dal dirigente reggente Domenico Balsamo e dal funzionario Michele Scarola, hanno bloccato all’esterno di un ristorante il minorenne, ritenuto uno dei tre baby rapinatori che venerdì scorso hanno derubato di un Audemars Piguet da 20mila euro un turista montenegrino che stava passeggiando col figlio in via dei Giardini.

Ormai in trappola, il 17enne ha iniziato a gridare, richiamando alcune decine di nordafricani e qualche esponente del T28 di via dei Transiti. In un amen, la folla ha accerchiato i poliziotti, lanciando di tutto per impedire l’arresto. Gli investigatori della Mobile hanno portato a termine l’intervento non senza fatica, anche se un agente ha riportato una contusione al ginocchio con una prognosi di sette giorni.

Dai controlli nelle banche dati delle forze dell’ordine, è emerso che il giovane era già arrestato a giugno per una serie di furti in negozi e farmacie e che cinque mesi dopo la misura cautelare era stata attenuata con il collocamento in una comunità, dalla quale il minorenne si era allontanato.

Quaranta minuti prima, in viale Monza, ancora i Falchi erano già riusciti ad ammanettare l’altro complice in fuga: indossava gli stessi abiti del giorno del raid al Quadrilatero. Lui ha dichiarato di essere nato in Marocco nel 2008, ma gli esami al Labanof della Statale hanno accertato che di anni non ne ha 15 ma 19. Pure lui era scappato da una struttura d’accoglienza, dov’era finito dopo una denuncia per spaccio di droga. Fermato per il blitz di via dei Giardini, è stato anche indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

Subito dopo il colpo, era stato bloccato in flagrante un diciassettenne marocchino, che, dopo essere scappato in via dell’Annunciata, aveva dato una testata in faccia a una poliziotta, provocandole la frattura scomposta delle ossa nasali e del setto nasale.

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