Pendolari Trenord
Pendolari Trenord

Milano, 3 agosto 2019 - «La Regione rimborserà una parte della tariffa ai pendolari che per spostarsi usano solo il treno». È quanto assicura Claudia Terzi, assessore regionale ai trasporti, a proposito dei rincari che dal primo ottobre scatteranno su alcune linee servite da Trenord per effetto dell’adesione della stessa Regione e della stessa Trenord alla tariffazione integrata entrata in vigore il 15 luglio. Rincari che interessano solo l’area vasta composta da Milano, Monza e dalle relative province. Rincari che scattano perché la Regione ha scelto di adeguarsi al nuovo sistema abolendo, dall’1 ottobre 2019, non solo i titoli di viaggio calcolati col vecchio sistema (il “TrenoMilano”, il “TrenoMonza” e il titolo “Io viaggio ovunque in Lombardia” se declinato nell’area milanese e monzese) ma anche i titoli di viaggio validi solo a bordo dei treni regionali. I pendolari sono quindi costretti ad acquistare titoli integrati, che costano di più, talvolta anche il 40% in più, perché includono servizi in più. 

Da qui l’accento posto dall’assessore sulle compensazioni allo studio a Palazzo Lombardia, anche in replica alle contestazioni arrivate dal Pd lombardo e dalla Giunta milanese: «Gli accordi economici con l’Agenzia del trasporto pubblico e col Comune di Milano sono ancora da completare. Al momento abbiamo stimato una disponibilità di un milione, massimo un milione e mezzo di euro, per le compensazioni e stiamo vagliando più ipotesi – premette la Terzi –. Ma auspichiamo di poter garantire da ottobre compensazioni tali da consentire ai pendolari monomodali di continuare a viaggiare più o meno al prezzo degli abbonamenti “TrenoMilano”.

La compensazione sarà temporanea ma attraverso di essa il pendolare si vedrà rimborsare parte di quanto speso». C’è una domanda che è rimasta inevasa in queste ore: «Perché non teniamo in vita per qualche tempo i titoli di viaggio monomodali? Perché questa scelta nei prossimi anni si ripercuoterebbe pesantemente su tutte le altre Agenzie di bacino lombarde, che non hanno la forza dell’Agenzia di Milano – spiega la Terzi –. Per questo dico che questa situazione è causata dalla fuga in avanti del Comune di Milano e della relativa Agenzia. Se si fosse aspettato e tutte le Agenzie fossero partite insieme, ci sarebbe stata la possibilità di rimodulare le tariffe in maniera meno impattante. Non è stato così. E la Regione si trova oggi ad applicare meccanismi tariffari decisi da altri».