Donne nella rete
Donne nella rete

Milano, 16 dicembre 2019 - É stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentata estorsione una guardia giurata in sevizio davanti a un supermercato. L’uomo, 40enne, incensurato, è stato denunciato dalle vittime, tre, tutte donne che lui "corteggiava" al supermercato. Galante e di bella presenza le invitava ad uscire, poi scattava il ricatto. Come guardia giurata avrebbe dovuto sorvegliare la sicurezza del supermeracto e controllare gli ingressi, ma l’occhio cadeva sempre sulle donne che entravano. Ci sapeva fare all’inizio, approccio brillante, battuta pronta, e la sorveglianza delle ragazze, quasi sempre, la proseguiva fin dentro il supermercato.

Con alcune di queste era entrato in confidenza, si offriva di portare la spesa, regalava cioccolatini e sorrisi. Insomma, alcune "prede" era riuscito a "conquistarle" con i vecchi metodi di una galanteria un po’ stucchevole, ma che probabilmente funzionavano perché nessuna delle donne, poi caduta nel tranello, si è mai chiesta prima cosa volesse da loro questo sconosciuto il cui compito, in realtà, era la sorveglianza del negozio, non le carinerie femminili. Comunque tanto ha fatto questa guardia giurata che alla fine, qualcuna ha abboccato. Invito a cena, poi il classico vieni a bere qualcosa de me.

Una volta a casa del giovanotto, scattava la trappola. La camera da letto infatti era dotata di microtelecamere disseminate un po’ ovunque, pare che l’uomo avesse proprio la ossessione della sorveglianza. Quindi riprendeva ogni effusioni consumata con le donne che aveva conosciuto in precedenza, poi improvvisamente spariva dalla loro vita per tornare a farsi vivo con il peggiore dei ricatti. "Dei nostri momenti di intimità esistono filmati, se non vuoi che li diffonda su internet o, (in base alla vittima), se non vuoi che tuo marito sappia tutto mi devi pagare". E via con tariffe, accordi per il pagamento in contanti. Il giochino però per il furbetto del supermercato è durato pochissimo perché tra le donne "adescate" c’era anche un’ avvocato. E il sogno di avere il guadagno facile, divertendosi pure, è finito in frantumi davanti a una denuncia dettagliatissima di gravi episodi di "revenge porn" che l’ha spedito direttamente a giudizio, subito dopo essere stato licenziato. Le donne che alla fine hanno preso coraggio e hanno denunciato sono state tre.