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30 gen 2022

Discoteche, nuove regole: si attende la ripresa

Lo stop per Natale e Capodanno ha polverizzato il 25% del fatturato annuo

annamaria lazzari
Cronaca
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Una discoteca

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L’incertezza sulla riapertura e l’attesa per i ristori stanno sfibrando i gestori delle discoteche. «La situazione è drammatica» avverte la Silb-Fipe. Oggi scadranno i provvedimenti del decreto Festività, in vigore dal 24 dicembre, che impone fino al 31 gennaio la sospensione delle danze. Secondo i calcoli dell’associazione di categoria, lo stop alle sale da ballo per le feste di Natale e Capodanno ha polverizzato in Italia circa 200 milioni di euro mandando in fumo il 25% del fatturato annuo. Per molte discoteche sotto la Madonnina, quasi tutte al chiuso, la percentuale supera il 30% dal momento che il periodo attuale coincide con il clou della stagione.

A decidere la proroga delle misure sarà il Consiglio dei ministri che dovrebbe riunirsi oggi. Le ipotesi che circolano sono differenti. La peggiore per chi gestisce una pista da ballo sarebbe la vittoria della linea più "prudenziale" con la proroga della chiusura fino al 31 marzo, quando scadrà lo stato di emergenza. Non si esclude però la prevalenza di un orientamento più morbido, con la possibilità di tornare a ballare dal 15 febbraio. Gianni Indino, presidente, del sindacato Silb, lancia la proposta del 14 febbraio, San Valentino: "Sarebbe un bel segnale" dice. Altro nodo riguarda gli aiuti. Il nuovo decreto Ristori prevede per le discoteche la sospensione di alcuni contributi. E, come per altri settori colpiti dalla quarta ondata, sono previsti anche contributi a fondo perduto (con un calo di fatturato di almeno il 30%, rispetto al 2019). Ma al momento nulla è arrivato sul conto corrente dei gestori: tanto che il titolare del Pelledoca Music&Restaurant in viale Forlanini, Rodolfo Beffa, ha dovuto vendere una casa e una macchina per tirare avanti. «Anche per pagare lo stipendio ai dipendenti» dice. Infatti sebbene sia stata deciso con l’ultimo decreto la proroga al 31 marzo della Cassa integrazione Covid per le sale da ballo (e altri settori), i lavoratori non avrebbero ricevuto ancora nulla questo mese. Un problema denunciato anche da Lorenzo Citterio, titolare dell’Alcatraz di via Valtellina.

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