Milano, 13 agosto 2020 - «Non riesco a togliermeli dalla testa, non sono riuscito a dormire nemmeno un po’. In tanti anni di lavoro non mi era mai capitata una cosa simile». Parla un tassista di 66 anni del servizio 6969 che ieri notte è stato minacciato e rapinato da tre giovani dopo averli accompagnati da Porta Genova fino a una stradina laterale a ridosso del cimitero Maggiore. Arrivati a destinazione, in un posto isolato, i tre sono usciti allo scoperto minacciando l’uomo e rubandogli 140 euro, oltre agli oggetti personali. Lui chiede l’anonimato «perché sono ancora molto provato». E non è l’unica vittima, perché il giorno prima un altro tassista era finito nel mirino di tre balordi, sempre alla periferia nord ovest della città. Che siano gli stessi? Non si può escludere, anche se dalle descrizioni effettuate dai due emergono delle differenze a livello di corporatura e di dettagli. Impossibile però fornire un identikit, perché i tre hanno sempre tenuto le mascherine sui volti. Il tassista derubato ieri, che è già in pensione e che ha maturato un’esperienza di decenni, racconta di aver caricato i tre in macchina in zona Porta Genova attorno alle 2. 

«Ci porti in una traversa di via Triboniano», la richiesta. E lui ha obbedito. Ma una volta arrivati in una stradina senza uscita a pochi passi dal cimitero, i tre sono diventati aggressivi. «Dacci tutto quello che hai», gli ha intimato uno, spalleggiato dagli altri due. Non hanno tirato fuori armi. Ma non ce ne sarebbe stato bisogno, perché, vedendosi accerchiato, l’uomo ha comunque consegnato i soldi che aveva, cellulare e documenti. Arraffato tutto, i tre si sono dileguati. Sono stati ripresi dalle telecamere interne del taxi e pure da quelle di un collega che stava raggiungendo via Triboniano al quale, dopo l’allarme, si sono aggiunti altri due tassisti. «Abbiamo poi consegnato i filmati ai carabinieri intervenuti. Ma era buio e quei criminali indossavano le mascherine. Mi auguro li rintraccino». 

La notte prima è avvenuta una rapina-fotocopia. A mezzanotte e un quarto, un tassista del servizio 8585 ha fatto salire tre giovani in piazza Diaz, pieno centro, che gli hanno chiesto di accompagnarli in via Val Lagarina a Quarto Oggiaro. Alla fine della corsa, uno dei tre è sceso, ha raggiunto il lato del passeggero, ha spalancato lo sportello e gli ha puntato un coltello alla gola mentre gli altri due, che in un primo momento si erano attardati fingendo di voler pagare, controllavano che non arrivasse nessuno. Poi sono fuggiti con due cellulari, soldi, catenina, orologio, pos e le chiavi dell’auto. 

Dopo la chiamata al 112 (grazie a una cittadina) è intervenuta la polizia, che ha recuperato il telefono, abbandonato a poca distanza, utilizzando il sistema di geolocalizzazione. Le rapine fanno tornare alla ribalta il tema della sicurezza per i tassisti: «Purtroppo andiamo incontro a rischi elevati – commenta Gegè Mazza, direttore del 6969 -. In questo periodo si cerca di lavorare il più possibile, dopo i mesi difficili dell’emergenza sanitaria. Se si incontrano persone armate, il rischio di essere feriti è altissimo. Ci si sente impotenti, si è in preda a un senso di frustrazione. Tutta la mia solidarietà al collega derubato. Plauso anche ai tassisti che lo hanno supportato, dopo la rapina.