Faccia a faccia con i ladri in casa: “Stai zitto o ti uccidiamo”. Ecco come agiva la banda dei cileni

Milano, cinque sudamericani sono accusati di sei colpi in appartamento. Rubati gioielli, borse e un orologio da 160mila euro. Alle mogli dicevano: “Stiamo lavorando”

Milano – “Mi ha puntato un grosso cacciavite all’altezza del collo e mi ha detto di stare zitto, altrimenti mi avrebbe ammazzato". La vittima è un giovane che si è trovato faccia a faccia con i ladri in casa sua, la notte tra il 6 e il 7 agosto 2022 in via Arena, zona Darsena. In due lo hanno buttato a terra e immobilizzato per poi coprirgli il viso con il casco, legargli i piedi con il cordino del portachiavi, le mani con il guinzaglio del cane e le ginocchia con una cinghia nera.

I sudamericani immortalati dalle telecamere dei palazzi
I sudamericani immortalati dalle telecamere dei palazzi

Era imprigionato in bagno mentre i malviventi tentavano di aprire la cassaforte, prima con un martello e poi con un flessibile, senza riuscirci. L’incubo è finito con l’arrivo della polizia, dopo l’allarme di un vicino che aveva sentito i rumori nel cuore della notte. Ma i rapinatori erano già scappati saltando sui tetti, con in tasca gioielli trovati in casa. Ed erano come fantasmi.

I poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dal pm Rosario Ferracane e guidati dal dirigente Marco Calì oltre che da Giovanni Calagna, della Seconda sezione, sono partiti dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dai tabulati telefonici, riuscendo a poco a poco a individuare i presunti responsabili: cittadini cileni, uno nato in Argentina, specializzati in furti in appartamenti (e fughe da acrobati). Per i cinque sudamericani della gang, tra i 23 e i 29 anni, a dicembre 2022 è scattata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Luca Milani su richiesta dei pubblici ministeri del VII Dipartimento della Procura. In quattro sono finiti in manette.

"Avevamo i cellulari spenti – dicono, intercettati, due di loro alle mogli – perché stavamo lavorando". Tradotto: avevano appena svaligiato una casa. In un altro dialogo captato, uno, soddisfatto del bottino con borse di lusso e gioielli dice che "sapeva" avrebbero trovato "belle cose". E c’è anche il conteggio di quanto spetta a ciascuno: "Circa 1.200". In un caso, il valore dei preziosi rubati è di 200mila euro (con un Patek Philippe da 160mila). In totale, la banda è accusata di aver commesso sei razzìe nelle case tra il 23 luglio e il 12 ottobre 2022 colpendo non solo in via Arena ma anche nelle vie Cesariano, Savona, Pagano, Cermenate e piazza Ferravilla.

I due presunti autori della rapina in abitazione con sequestro di persona in via Arena, Salustio Alexander Orellana di 28 anni e G. F., tuttora ricercato, si sono poi rifugiati in Svizzera, dove sono anche finiti in carcere (sempre per furto) per poi scappare in Sudamerica. Gli altri hanno continuato a svaligiare appartamenti milanesi fino al 12 ottobre 2022 quando sono stati intercettati dalla Squadra Mobile: hanno speronato le autovetture civetta che li inseguivano e, dopo aver abbandonato il proprio veicolo, sono fuggiti a piedi.

Due, Diego Nicolas Ibanez Alvarado (che stando alle indagini, in via Arena aveva fatto da palo, coprendo davanti alle telecamere il suo tatuaggio sul braccio sinistro) e Jean Alejandro Carreno Veliz, entrambi di 23 anni, sono stati fermati quasi subito, il primo a Sesto San Giovanni. Per gli altri, le ricerche sono state estese in ambito internazionale. Catturato a marzo 2023 in Francia Oscar Eduardo Ramirez Gonzalez, di 29 anni. E lo scorso agosto è stato preso in Argentina Orellana. Tradito dalle foto che pubblicava sui social, mostrando di essere a Buenos Aires. Riuscito a evadere nei giorni scorsi, è stato nuovamente fermato in Cile. Mentre il complice è ancora un fantasma.

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