I rilievi nella filiale di Cassina ripulita dai ladri
I rilievi nella filiale di Cassina ripulita dai ladri

Cassina de' Pecchi (Milano) - Sono sbucati nel seminterrato da un’apertura nel muro. Tre uomini con il viso coperto hanno svaligiato la cassaforte della filiale Bpm di Cassina de’ Pecchi, nel Milanese. Settantamila euro di bottino raccolti senza neppure mostrare un’arma alle due impiegate che ieri, all’ora di pranzo, erano ancora dietro lo sportello di via Roma. Uno choc fortissimo per le donne, 56 e 62 anni, che sono state sequestrate dal commando di italiani, senza particolari inflessioni dialettali, che hanno messo a segno il colpo, studiato fino al minimo dettaglio.

Un’operazione "pulita", che puntava a sfruttare il momento della pausa pranzo per cogliere l’istante dell’apertura del congegno a tempo che scatta a cadenze regolari. C’è voluta una lunga preparazione, secondo i carabinieri di Pioltello che stanno indagando, per la banda che ha studiato meticolosamente i dintorni, a partire dagli scantinati dei palazzi dell’arteria principale del paese, da dove verosimilmente è iniziata l’incursione. Un piano da film, come quello andato in scena al Crédt agricole di piazza Ascoli a Milano, a novembre del 2019.

Ma questa volta a fare da sfondo è la provincia, un centro da meno di 15mila abitanti, tagliato a metà dalla statale 11, su cui si affacciano le vetrine dell’istituto di credito. Un diaframma di mattoni che cadono, il rumore che sorprende le due bancarie, ma tutto così rapido da non potersi neppure rendere conto di cosa stesse avvenendo. Uno sguardo alzato e gli ordini, secchi, dei rapinatori che solo alla fine, per potere fuggire, legano le donne, senza ferirle. Istanti preziosi che hanno dato ai banditi un vantaggio importante sulle gazzelle che da subito hanno iniziato la caccia. Ora resta un certosino lavoro di indagine, che è già cominciato. 

Ancora non si sa se qualche testimone sulla strada trafficata abbia notato un’auto correre forse più veloce del solito. Le telecamere che presidiano ogni varco d’uscita e di ingresso del territorio comunale potrebbero verosimilmente avere catturato l’immagine della vettura usata dai fuggiaschi. Non in molti hanno le competenze tecniche per mettere in pratica un blitz come questo. Si scava, quindi, nel mondo dei professionisti di lungo corso.