università Statale
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Milano, 16 giugno 2018 - Reclami per contratti di fornitura da centinaia di migliaia di euro mai stipulati, per protesi odontoiatriche consegnate a un ufficio inesistente e inghiottite dal nulla. Firme di dirigenti falsificate, timbri mai usati dall’università Statale. Una serie di strane circostanze, denunciate un anno fa alla polizia dall’ateneo, a quanto il Giorno può ricostruire sarebbero alla base di una visita delle forze dell’ordine che giovedì ha attirato non poca attenzione all’ospedale San Paolo. La polizia giudiziaria avrebbe sentito un professore del dipartimento di Scienze della salute – che non è un medico del San Paolo, ha solo l’ufficio nell’ospedale universitario – su mandato della Procura di Vicenza, che ha aperto un’inchiesta a seguito di una denuncia parallela depositata da un laboratorio odontoiatrico veneto, controparte putativa in un contratto “fantasma” con l’ateneo.

In questa vicenda spunta un nome diventato famoso di recente: quello di Roberto Galazzo, dentista milanese protagonista di un servizio delle Iene trasmesso lo scorso 18 marzo, in cui una donna raccontava - bonifici e registrazioni audio/video alla mano - d’avergli dato 35 mila euro dietro la promessa di far entrare la figlia alla facoltà di Odontoiatria della Statale, senza fare il test e addirittura con alcuni esami già registrati. «Una truffa», ha chiarito in una nota l’università che ha denunciato Galazzo e la donna, e avviato un’indagine interna per «ricostruire» eventuali relazioni tra il personale e il dentista che «non è un docente, né ha alcun tipo di contratto di collaborazione in corso». Negli archivi dell’ateneo risultano solo un paio di collaborazioni di Galazzo con l’ex Istituto di Patologia generale, risalenti al 2002-2004, per qualche migliaio di euro l’anno. Ma il nome del dentista è balzato all’occhio d’un funzionario dell’università che nel giugno 2017 s’è visto chieder notizie, da parte del laboratorio odontoiatrico vicentino, su un contratto di fornitura annuale di materiali per un importo superiore ai 600 mila euro. Un contratto che alla Statale non risultava d’aver mai sottoscritto: i dirigenti indicati nel documento prodotto dal laboratorio hanno disconosciuto le firme loro attribuite; la terza in calce era «Roberto Galazzo».

Indicato, tra l’altro, come direttore «della ricerca biomedica e tecnologia» - una figura che non esiste in università. Così come non esistono un paio di dipartimenti citati nel contratto, sul quale anche i timbri erano diversi da quelli usati dall’ateneo. Non è finita: un’altra società, del Sud, sosteneva d’esser stata «truffata» dalla Statale per una fornitura da quattromila impianti dentali, parte della quale sarebbe stata consegnata in via della Commenda a un fantomatico «magazziniere» che, di nuovo, non risulta all’ateneo. La ditta aveva poi mostrato all’università copie di ordini, documenti di consegna, fatture e un contratto dove figuravano le firme false degli stessi dirigenti. Quella del dentista non c’era ma nel contratto era citato, sempre con incarichi inesistenti in ateneo. La referente della casa produttrice ha sostenuto che il fondatore «conobbe il professor Galazzo al fine di impostare pubblicazioni e lavori di ricerca scientifica nell’ufficio» di un docente del Dipartimento di Scienze della salute. Un professore vero, che due anni fa avrebbe presentato Galazzo in università candidandolo come intermediario per reclutare studenti per corsi di perfezionamento in odontoiatria e impiantologia; ma la Statale non ha mai ingaggiato il dentista. Il docente ieri sarebbe stato sentito dalla Procura di Vicenza.