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16 giu 2022

"Quella maledetta notte per terra c’erano i segni di una battaglia"

"Profondo smarrimento di fronte a tanti ragazzi coinvolti in un omicidio"

16 giu 2022
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa
Un incontro a Vimercate per ricordare Simone Stucchi la sera dopo l’omicidio A destra il primo cittadino di Pessano Alberto Villa

"Non dimenticherò mai quella notte". Alberto Villa, sindaco di Pessano, arrivò al Parco della rissa, in via Monte Grappa, quando l’ambulanza con a bordo Simone Stucchi in fin di vita era appena partita per il San Gerardo di Monza. "Per terra c’erano i segni di una battaglia: bottiglie, sanpietrini, spranghe, mazze da baseball. Non riuscivo a capacitarmene". E come lui il quartiere, villette ordinate dove fino al 29 settembre scorso non era mai successo niente. Lo scontro durato pochi minuti seminò il panico. Sentimenti rafforzati ieri dagli arresti. "Da un lato sono grato ai carabinieri e agli inquirenti per il lavoro certosino che ha permesso di arrivare a ricostruire esattamente cosa accadde. Dall’altro provo un profondo smarrimento davanti a 24 ragazzi, alcuni minorenni, coinvolti in un omicidio". "In tutti questi mesi – racconta – ho sperato che l’assassino si presentasse in caserma ammettendo le proprie responsabilità. Sarebbe stato l’inizio di un percorso, una necessaria presa di coscienza. Mi auguro che se pene ci saranno, siano per tutti i giovani che hanno a che fare con questa storia un’occasione per cambiare il loro modo di stare nella società". "Spero riescano a capire la gravità di quello che hanno fatto: privare un’altra persona della vita. Non si può andare avanti come se nulla fosse. Altrimenti non siamo più esseri umani. Il mio pensiero oggi va ai genitori di Simone, alla sorella, ai nonni, agli amici costretti a convivere con il dolore più grande. Senza un perché". Bar.Cal.

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