Quartiere San Siro, dopo le tensioni l’operazione legalità riparte da via Zamagna

Domani riunione in Prefettura con Regione Lombardia, Comune e Aler Individuate 24 famiglie da sgomberare o ricollocare tra chi vive nella strada dove si sono verificati i disordini l’ultima notte del 2023

Un intervento della polizia nel quartiere San Siro
Un intervento della polizia nel quartiere San Siro

La riunione si terrà domani in Prefettura. Una convocazione urgente, quella inviata da corso Monforte a Regione Lombardia, Comune di Milano e Aler Milano. Possibile che quanto avvenuto nella notte di Capodanno abbia indotto le istituzioni ad accelerare, possibile che abbia reso ancora più evidente la necessità di rimandare al più presto un segnale o, meglio, un altro segnale, non il primo. La certezza è che sul tavolo della riunione ci saranno le azioni da mettere in campo per continuare a perseguire legalità ed inclusione tra i caseggiati popolari del quartiere San Siro.

Da un lato, la volontà di fare il punto sullo stato di attuazione dell’accordo di programma già sottoscritto dai partecipanti alla riunione. Dall’altro, l’entrata nel vivo del piano per via Zamagna 4, il versante più caldo di San Siro: proprio qui si è consumato il teso confronto a distanza tra i giovani residenti del quartiere e la polizia nella notte di Capodanno. Un piano al quale la Prefettura lavora da tempo e mutuato da via Bolla, un’altra periferia difficile, stavolta al quartiere Gallaratese. Le direttrici sono e restano due in ambo i casi: (ri)portare legalità attraverso lo sgombero di chi occupa un alloggio pubblico senza averne titolo, e favorire l’integrazione attraverso la promozione di attività che restituiscano il senso del vivere in una comunità di persone e di regole.

Sul primo fronte, già martedì sera si è tenuto un incontro tecnico tra il direttore generale dell’assessorato alla Casa della Regione, il direttore generale di Aler Milano e il capogabinetto della Prefettura per avere un quadro delle famiglie sulle quali sarà necessario intervenire: in tutto sono 24 quelle da sgomberare dagli alloggi di via Zamagna: 14 di queste dovranno essere ricollocate, per le altre 10 scatterà l’allontanamento. Dal punto di vista delle occupazioni abusive negli alloggi popolari del quartiere San Siro, l’azione delle forze dell’ordine e delle istituzioni si è intensificata da qualche anno: tra il 2019 e il 2023 – senza tenere in considerazione il 2020, anno in cui tutto si è dovuto fermare a causa della pandemia da Coronavirus –, il numero degli alloggi occupati in quartiere è calato da 821 a 694, con una riduzione percentuale del 15,5.

L’incidenza degli irregolari sul totale degli inquilini si è ridotta dal 19,6% del 2019 (821 su 4.191) al 16,2% (694 su 4.263). Quanto al secondo fronte, il “modello via Bolla“ prevede il censimento degli abitanti, verifiche fiscali da parte della Finanza e una maggiore presenza dei Servizi sociali perché possano intercettare le fragilità e valutare il livello di radicamento di ogni famiglia. Due direttrici da percorrere in tempi diversi, con lo sgombero come ultimo step. E alla fine di questa filiera che sono state individuate le 24 famiglie già menzionate.

Non solo San Siro, però. Non solo via Zamagna. La riunione di domani potrebbe essere l’occasione per fare un punto su un altro quartiere popolare tornato purtroppo in auge in questi giorni, vale a dire il Gratosoglio e, in particolare, le Torri Bianche di via Saponaro: al civico 36 della via, mercoledì scorso, il 10 gennaio, è divampato un incendio. Le fiamme si sono originate in un cantiere inattivo dal 2019 e si sono poi propagate nei locali occupati dal medico di base del quartiere. Un fatto che, unito allo spavento degli inquilini, ha provocato polemiche. Anche in Consiglio regionale, martedì, è stato scontro tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni.

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