Il Naviglio e i lucchetti degli innamorati sul ponte dedicato ad Alda Merini

Milano come Roma: sono migliaia le promesse d’amore agganciate

Alda Merini e i lucchetti e il ponte sui Navigli a lei dedicato

Alda Merini e i lucchetti e il ponte sui Navigli a lei dedicato

Milano, 25 gennaio 2024 – “L’amore è vivere duemila sogni fino al bacio sublime”. Non si può pesare un desiderio. Impossibile contare i baci degli innamorati al chiaro di luna. E se il numero dei sogni scritto in questo verso della grande poetessa milanese Alda Merini, scomparsa il 1° novembre 2009, sembra più una parola per richiamare l’infinito, qualcosa da “contare“ però c’è sul ponte di cemento che sovrasta il Naviglio Grande a lei dedicato a dieci anni dalla scomparsa, all’altezza di via Corsico: i lucchetti lasciati dagli innamorati.

Ora ce ne sono migliaia, attaccati alle sbarre di ferro sopra le acque che scorrono e che sembrano sospirare, anche se non è facile sentirle nella città che va sempre di corsa. In alcuni punti non c’è più nemmeno un centimetro libero e si vedono lucchetti agganciati uno sull’altro.

I più vecchi (uno è datato 1° ottobre 2011) hanno la ruggine. I più nuovi sono di ieri. E si capisce dalle date riportate sopra, con scritte indelebili. Iniziali, nomi, alcuni fatti stampare, frasi d’amore scritte in più lingue. Persino in ideogrammi. Pegni d’amore d’ogni colore, anche arcobaleno, visto che non mancano le coppie dello stesso sesso.

Gli innamorati si sono ritagliati il loro angolo su questo ponte. Forma incurvata, come quella di un sorriso. Di una linea che tocca due lembi di terra restando sospesa in aria, sopra l’acqua. Il fuoco è quello di chi lascia in questo luogo un simbolo del proprio amore insieme all’amato. Com’era successo a Roma, sul Ponte Milvio, noto nel mondo proprio per la moda dei lucchetti d’amore lanciata dal film “Ho voglia di te“, tratto dal romanzo di Federico Moccia.

Un’abitudine che ha portato a “sommergere“ la struttura, tanto da rendere necessaria la rimozione dei lucchetti più di 10 anni fa, che stando alle dichiarazioni di allora sono stati conservati. Di lucchetti, comunque, ne continuano a spuntare. E anche a Milano non sono solo sul ponte Alda Merini (altri, “a grappoli“, si vedono anche su quello a poche centinaia di metri) ma questo, certamente, è diventato il favorito.

Il più desiderato. Basti dire che ai suoi piedi, nelle bancarelle che si allungano lungo le sponde, i venditori espongono tra souvenir e borsette anche i lucchetti così da ispirare chi magari non ci aveva neanche pensato, ad attaccarne uno al ponte. D’altronde si sa: anche l’amore può diventare un affare, a dispetto dei duemila sogni cari alla Merini, che in quel quartiere viveva. E chissà che direbbe oggi, guardando la targa con il suo nome su quel ponte di pietra e i ragazzi (ma anche gli adulti) che si giurano amore eterno affacciati sul Naviglio.

Una moda che fa sorridere, che regala poesia alla città. Una massa di lucchetti che cattura certamente gli sguardi ma che non pare “minacciosa“ come era stata quella di Roma. Che, insomma, fa sognare un po’ tutti, magari anche chi non si sognerebbe mai di agganciare un lucchetto alla ringhiera. Ad andare per la maggiore, tra le scritte, sono le iniziali circondate da cuori, con la data scritta in basso. Abbondano poi i "Per sempre”. Alcuni si spingono a lasciare messaggi anche sulla struttura in ferro. E in caso di amori finiti? Resta il lucchetto a testimoniarne l’esistenza. Ricordo di un momento felice, vissuto sul Naviglio Grande.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro