"Madamina, il catalogo è questo". Come direbbe Leporello a Donna Elvira. Anche se in questo caso l’elenco ormai è ben risicato, rispetto alle imprese di Don Giovanni. Il Cda del Piccolo presieduto da Salvatore Carruba ha infatti limitato a cinque i nomi fra cui scegliere il successore di Sergio Escobar, dimissionario a fine mese. Ma nel...

"Madamina, il catalogo è questo". Come direbbe Leporello a Donna Elvira. Anche se in questo caso l’elenco ormai è ben risicato, rispetto alle imprese di Don Giovanni. Il Cda del Piccolo presieduto da Salvatore Carruba ha infatti limitato a cinque i nomi fra cui scegliere il successore di Sergio Escobar, dimissionario a fine mese. Ma nel giro di una manciata di ore la rosa si è ridotta ulteriormente, visto che Claudio Longhi (nella foto) direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione, ha rinunciato per ragioni professionali. Uno in meno. E ora in lizza rimangono quattro candidati, da sempre fra i più gettonati. A iniziare da Rosanna Purchia, per trent’anni già al Piccolo come responsabile organizzativo e della programmazione artistica e poi a lungo sovrintendente del San Carlo di Napoli. Dalla sua ha l’esperienza e la conoscenza diretta di una macchina complessa come quella del palcoscenico milanese. Di contro i suoi 67 anni. Molto quotato anche Antonio Calbi, che qui a Milano ha guidato la direzione Spettacolo del Comune (Giunte Moratti e Pisapia) per poi dirigere l’Eliseo, il Teatro di Roma e oggi Siracusa. Direttore dello Stabile di Torino è Filippo Fonsatti, mentre Marco Giorgetti guida la potente Fondazione Teatro della Toscana. Decisione a breve, visto che i candidati sono già stati ascoltati. Si attende il Cda convocato lunedì mattina per la designazione. Visto il ruolo pubblico e l’importanza (inter)nazionale della scelta, ci si poteva muovere con maggior cura. Come peraltro fatto presente anche dai lavoratori del Piccolo, che ieri hanno di nuovo preso posizione attraverso un documento della Rsu, in cui viene richiesta la presenza di un proprio rappresentante nel CdA. Non sarà facile.

Diego Vincenti