SIMONA BALLATORE
Cronaca

Piazza Leonardo è un simbolo "Abbiamo il diritto-dovere di restare"

Fino a 40 tende, nonostante la pioggia: "Non ce ne andiamo. Qui converge la battaglia sull’abitare". Con gli studenti i comitati dei cittadini di via Padova e San Siro, i sindacati, gli sfrattati: uniamo le forze.

Piazza Leonardo è un simbolo  "Abbiamo il diritto-dovere di restare"

Piazza Leonardo è un simbolo "Abbiamo il diritto-dovere di restare"

di Simona Ballatore

Diciannovesima notte in tenda: ce ne sono 32, se ne sono contate fino a 40 una manciata di giorni fa, ne spuntano ogni giorno di nuove, nonostante la pioggia. Dalla prima “singola“ di Ilaria Lamera, studentessa di Ingegneria ambientale del Politecnico, è nato un accampamento attorno al quale ieri si sono trovate più di cento persone tra studenti, ricercatori, giovani lavoratori, sigle sindacali, giovani dei centri sociali, associazioni, politici (ad ascoltarli c’era anche Onorio Rosati, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra) e comitati che da via Padova a San Siro vogliono unire le forze sul tema dell’abitare.

In tenda c’è Giano Disivestro, che studia Fisica alla Statale: "Sono milanese, ma il problema degli affitti è evidente per tutti - sottolinea -. Anche la classe media è in difficoltà. È paradossale che Milano sia diventata non solo poco accessibile ma escludente. In questa piazza sta nascendo una rete. La pioggia, o chiamiamolo pure cambiamento climatico, ci sta remando contro in questi giorni, ma non ci facciamo scoraggiare e da qui non ce ne andiamo. In piazza Leonardo Da Vinci converge la lotta dell’abitare". E così ieri l’invito è stato esteso alla città per un’assemblea pubblica alla vigilia del vertice di domani a Palazzo Isimbardi con i Comuni di Città metropolitana, gli studenti, le associazioni dei piccoli proprietari immobiliari e i sindacati. Prende la parola Maurizio, ex sessantottino, nonché ex studente del Politecnico: "Non sono un fuoricorso - sorride - ma ricordo che piazza Leonardo era la più gettonata per le manifestazioni in quegli anni, qualche volta occupavamo anche piazzale Loreto e lì gli automobilisti si fermavano, arrabbiati, poi molti diventavano solidali. Il nostro motto era: “Non è che l’inizio“". Lo scandisce in francese nella piazza dove è cominciata la protesta contro il caro-affitti, che è dilagata in tutta Italia. Sin dalle prime ore c’è Arianna D’Itri che ha piazzato la sua tenda, dandosi il cambio con i compagni. Fa parte della lista “La Terna sinistrorsa“, studia Ingegneria Chimica ed è arrivata da Frosinone: "Ho una camera in affitto a 570 euro più spese, ma perché ho firmato il contratto due anni fa. Non che sia poco - racconta -. Ma mi sto guardano attorno adesso: non trovo un’alternativa in zona al di sotto dei mille euro. Il primo giorno della protesta non pensavamo che diventasse così grande, diffusa. Le persone non ci hanno mai ’mollato’: dagli anziani che arrivano con il cagnolino al mattino per parlare, ai giovani che magari non la pensano come noi ma trovano un’oretta per confrontarsi. È diventata la piazza del confronto ritrovato, dell’impegno dei giovani. Piove, siamo nel fango, ma abbiamo il diritto e il dovere morale di restare qui".

Domani faranno anche formazione: hanno invitato tra le tende un prof di Urbanistica. "Perché siamo studenti, vogliamo saperne di più sul tema". Chiedono di scrivere le loro proposte e di condividerle anche da “Abitare in via Padova“, in vista di un vertice l’1 e il 2 luglio. Intervengono da “Cambiare Rotta“ invitandoli a scendere in piazza per lo sciopero del 26 maggio. Li ringraziano i ricercatori del Politecnico: "È un problema che colpisce tutti, che abbiamo fatto presente più e più volte, ma finalmente è diventato il tema. E ha una rilevanza nazionale".