Piazza Affari in lutto. Addio Attilio Ventura storico agente di cambio: "La mia vita borghese"

Dalla sala delle grida all’informatizzazione, una vita in prima linea. Il decano si è spento all’età di 87 anni: generazione di pionieri. Prima il diploma al San Carlo, poi il viaggio cruciale negli Stati Uniti.

Piazza Affari in lutto. Addio Attilio Ventura storico agente di cambio: "La mia vita borghese"
Piazza Affari in lutto. Addio Attilio Ventura storico agente di cambio: "La mia vita borghese"

Per farsi largo nella "sala delle grida" serviva una voce potente, unita a rapidità di pensiero e di azione che anche oggi, nell’era digitale, sono doti fondamentali per avere successo in Borsa. Piazza Affari è in lutto per la scomparsa di Attilio Ventura, storico agente di cambio, classe 1936, che ha trascorso una vita professionale in Borsa. Nel 1985 è entrato nel direttivo come vice presidente, per poi diventarne il presidente fino a guidare il Consiglio della Borsa. È stato uno degli ultimi esponenti di una generazione cresciuta nella cosiddetta "sala delle grida" che poi ha ceduto il passo all’informatizzazione.

Il mondo di Ventura è lo stesso di altri pionieri di piazza Affari come Aldo Ravelli, Giambattista e Alberto Foglia, Renato Cantoni, Urbano Aletti, Isidoro Albertini, Massimo Boffa e Giuseppe Scandellari. "La mia vita era stata molto ordinata e molto borghese - raccontava nel 2021 Ventura in un’intervista al “Sole 24 Ore“ - Mia madre era Zina Lentati, della famiglia Lentati, produttrice di cappelli. Mio padre Riccardo, figlio di un avvocato di Catanzaro, era emigrato al Nord nel 1921, dove aveva trovato lavoro all’ispettorato dell’ufficio italiano cambi della Banca d’Italia di Pavia. Dopo l’8 settembre del 1943, si era nascosto per sette mesi a Roma in una casa dell’Aventino, con lui c’era Pietro Nenni, che sarebbe diventato suo amico fraterno. La prima volta in cui, tornata la democrazia, Nenni andò a Parigi a un incontro diplomatico, mio padre gli regalò lo smoking", racconta Ventura. Cresciuto in via Ravizza, a Milano, Ventura ha studiato al Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Poi il diploma in ragioneria, al San Carlo, e il viaggio negli Stati Uniti cruciale per le sue future scelte professionali. Ha lavorato infatti per quattro mesi dal più grande agente di borsa americano: Merrill Lynch Pierce Fenner Smith. Poi il ritorno in Italia, la laurea e la pratica da Gastone Tedeschi, allora presidente della Borsa. "Negli anni Sessanta – dice – si intensificarono i rapporti fra Piazza Affari e Wall Street. Nessuno sapeva l’inglese. Tranne me. E, quindi, venni coinvolto in una serie di viaggi che mi aprirono il mondo. Feci amicizia con Richard Grasso, che allora era il responsabile delle relazioni esterne della Borsa di New York e che, dal 1998 al 2003, sarebbe diventato il suo presidente e amministratore delegato".

Attilio Ventura ha vissuto il cambio di un’epoca, le trasformazioni dettate dall’informatica, i grandi e piccoli cambiamenti nella sua professione. Ha visto debuttare tanti giovani, affascinati dal mondo della Borsa, alla ricerca di una chiave per decifrarne i segreti. Nel 2021 un passaggio chiave nella storia di piazza Affari, con l’acquisizione del gruppo Borsa Italiana da parte della Borsa paneuropea Euronext, che oltre a Milano controlla i listini di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo. L’anno scorso aveva fatto discutere la possibilità di un addio alla sua storica sede, Palazzo Mezzanotte, per optare verso soluzioni più economiche. Un rischio infine scongiurato dal rinnovo del contratto d’affitto, che ha lasciato la Borsa nella sua casa nel cuore di Milano.

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