
I rilievi sul luogo dell’omicidio di Manuel Mastrapasqua In basso la vicesindaca reggente Maria Laura Guido
Il “modello Caivano“ sbarca nel Sud Milano. Rozzano è tra le sette aree d’intervento che sono state individuate, a livello nazionale, per l’applicazione del decreto Caivano, che punta a contrastare criminalità, disagio sociale e dispersione scolastica in contesti considerati “difficili“. Il Governo, da questo punto di vista, non ha dubbi: il “modello Caivano“, attuato nel Comune a nord di Napoli, è da esportare anche in altre periferie. Quelle individuate sono Rozzano, il quartiere Alessandrino-Quarticciolo di Roma, il quartiere Scampia-Secondigliano di Napoli, Orta Nova (Foggia), Rosarno-San Ferdinando (Reggio Calabria), il quartiere San Cristoforo di Catania e il quartiere palermitano di Borgo Nuovo. Nel complesso, sono stati stanziati 180 milioni da utilizzare in tre anni, con un piano che dovrà essere definito entro due mesi dal commissario straordinario.
Dopo lo sdegno suscitato nell’estate 2023 dalla vicenda delle cuginette abusate dal branco, in una cornice di diffuso degrado, a Caivano si sono concentrati gli interventi di più ministeri. Il luogo simbolo dove iniziare a voltare pagina è stato l’ex centro sportivo Delphinia: in pochi mesi è stato rimesso a nuovo, intitolato a Pino Daniele e restituito alla cittadinanza. La ministra dell’Università Annamaria Bernini ha inaugurato venerdì scorso un polo universitario, con due corsi di laurea, cui si aggiungeranno laboratori di restauro artistico. Particolare attenzione è stata attribuita alla sicurezza, con un piano di sgomberi delle case popolari occupate abusivamente, spesso sotto l’egida della camorra. Interventi repressivi, dunque, ma anche rilancio e integrazione sociale.
Una formula che verrà sperimentata anche a Rozzano, realtà tornata prepotentemente sotto i riflettori, lo scorso ottobre, con l’omicidio di Manuel Mastrapasqua, 31enne ucciso per strada da un 19enne che voleva rapinarlo delle cuffiette wireless. La popolosa città a Sud di Milano è tornata più volte in primo piano anche per le liti e gli accoltellamenti, presumibilmente riconducibili a regolamenti di conti tra pusher, che vi si sono registrati in diverse occasioni. In questo contesto, così come nelle altre 6 aree d’intervento, tra le altre cose verrà accelerata la concessione a uso sociale d’immobili pubblici, a favore di enti del terzo settore, per finalità culturali, sociosanitarie, sportive e di formazione.