"Per mia figlia otto ore di assistenza in 10 giorni"

Famiglie di persone con disabilità durante le feste: un papà denuncia l'assistenza di soli 10 ore in 10 giorni. Una situazione inaccettabile che lascia i caregiver familiari a sostenere il peso dell'assistenza. Un 2024 nel quale qualcuno si assuma le responsabilità di quello che fa.

"Otto ore di assistenza in dieci giorni": lo denuncia un papà, Fortunato Nicoletti. La figlia Roberta, 7 anni, è affetta da una variante di una malattia già rara, la displasia campomelica acampomelica. Sulla pagina Facebook dell’organizzazione no-profit di cui fa parte “Nessuno è escluso“ torna ad accendere un faro sulla situazione delle famiglie di persone con disabilità durante le feste. "Il giorno 22 dicembre – racconta Nicoletti – alle 15.30 è terminata l’assistenza della Fondazione Maddalena Grassi per ricominciare il giorno 27 dicembre con un accesso di 4 ore. Già il 28 di nuovo senza assistenza perché l’ente non è in grado di sostituire un operatore ammalato. Il giorno 29 un altro accesso di 4 ore e poi ci saranno altri tre giorni di vuoto assoluto fino al 2 gennaio. Ma non vi vergognate?", chiede il papà, che chiama in causa anche l’Asst di riferimento (Santi Paolo e Carlo, in questo caso). "E voi assistenti sociali responsabili della parte sociale ma anche del progetto di vita non siete in disagio considerando che anche la assistenza educativa è sparita e non si sa quando verrà ripresa?", continua.

"Se queste sono le premesse per redigere un progetto di vita adeguato meglio rivolgersi direttamente al Tar - conclude il papà -. La disabilità non va in vacanza e nemmeno in ferie e le famiglie non vanno certamente supportate di meno, ma semmai di più. Oppure pensate che esaurito il compito della assistenza scolastica, tra l’altro dopo averci costretto a una battaglia assurda per un diritto sacrosanto, qualcuno si sente a posto?". Nicoletti evidenzia che le feste sono "all’insegna di un’assistenza totalmente a carico dei caregiver familiari. Auspichiamo un 2024 nel quale prima o poi qualcuno si assuma le responsabilità di quello che fa".

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