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ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

Pensionato travolto e ucciso dal detenuto in permesso: l’ultimo saluto a Renato Borsotti

San Giuliano, il 78enne di Sesto Ulteriano lunedì ha perso la vita mentre andava in bicicletta. A investirlo Vasco Dall’Osto, 25enne uscito dalla casa circondariale per motivi di lavoro.

I funerali del pensionato
I funerali del pensionato

In una clima di cordoglio e commozione, in tanti ieri hanno scelto di dare l’ultimo saluto a Renato Borsotti, 78enne di Sesto Ulteriano che lunedì scorso è stato travolto e ucciso mentre andava in bicicletta.

Chiesa piena, in via Luciano Manara, per le esequie del tranquillo pensionato investito da Vasco Dall’Osto, detenuto 25enne del carcere di Bollate che lunedì si trovava in permesso di lavoro a Sesto Ulteriano e che, ubriaco, ha rubato il furgone a un collega e con quello si è messo a percorrere ad alta velocità via Lario. All’altezza della cava del Tecchione, il mezzo pesante ha centrato la due ruote di Borsotti, che ha avuto la sola responsabilità di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Alle 10 l’arrivo del feretro sul piazzale della chiesa, quindi il lungo saluto della vedova Angela alla bara e il dolore dei familiari più stretti della vittima, la figlia Laura, il genero Alberto e i nipoti Petra, Christian, Dania e Riccardo. Attorno a tutti loro si è stretta la comunità di Sesto Ulteriano, frazione di San Giuliano, ancora scossa per una vicenda che lascia dietro di sé un misto di incredulità, rabbia e sgomento. Presenti alla cerimonia, in rappresentanza delle istituzioni locali, anche gli assessori comunali Andrea Garbellini e Jessica Nobili.

Durante l’omelia don Paolo Cantù ha ricordato gli hobby di Borsotti, l’orto e la pesca. "In queste attività coinvolgeva anche i nipoti. Il suo è stato un insegnamento di semplicità", ha detto il parroco. E ha proseguito: "C’è un mistero del male che attraversa il mondo e tocca la nostra vita. E se da un lato, ancora stupiti e scossi, ci arrendiamo a quanto è accaduto e cerchiamo di trovarvi un senso, dall’altro sappiamo che non è il male a trionfare. Non siamo soli neppure quando ci troviamo ad affrontare il dramma e la fatica".

Intanto, ci si continua a interrogare su ciò che sarebbe potuto accadere se il detenuto che ha causato la morte del pensionato - e dovrà ora rispondere di omicidio stradale aggravato -, anziché dirigersi verso la zona industriale di Civesio, fosse piombato col furgone nel centro abitato di Sesto Ulteriano. Il bilancio, già drammatico, della vicenda avrebbe potuto essere ancor più pesante. Da giorni a San Giuliano non si parla che di questo.