Sosta selvaggia in corso Sempione (Newpress)
Sosta selvaggia in corso Sempione (Newpress)

Milano, 22 luglio 2017 - Risolvere entro il 2021 il problema della sosta selvaggia in corso Sempione. Detto altrimenti: togliere 700 auto dai parterre alberati che costeggiano la carreggiata centrale del corso e dalle doppie file nei controviali. Promessa e numeri firmati Giuseppe Sala. Problema annoso, quello del posteggio in corso Sempione. Il più avvertito dai residenti. Ecco perché il piano per la sosta rientra in un più ampio piano di riqualificazione della zona, fatto di due interventi distinti. Ampio fino agli Champs Élysées. Sì, perché il primo intervento, quello già emerso nel recente passato, si ispira al celebre modello parigino. Il secondo, invece, lo ha reso noto ieri lo stesso sindaco e consiste nella costruzione di un parcheggio sotterraneo nella parte più centrale di corso Sempione.

«Bisogna tener conto delle esigenze dei cittadini – premette Sala –, molte delle auto parcheggiate in divieto non sono intestate a residenti. Entro fine mandato, nel 2021, bisogna arrivare a liberare quegli spazi. Quello è un viale che ha una storia e una vista straordinaria, una città come Milano che ambisce a essere città internazionale deve poter intervenire». Come? Anche attraverso un silos interrato: «Se ci fosse la possibilità di fare un altro garage sotterraneo noi non saremmo contrari, anzi lo favoriremmo: è una questione di cura del bene pubblico. Abbiamo già avuto manifestazioni d’interesse» conclude Sala. Interesse arrivato da due note società di costruzioni e manifestato nel corso del Mipim, la fiera internazionale del mercato immobiliare, e in successivi incontri a Palazzo Marino.

«L'area sulla quale potrebbe essere realizzato il nuovo garage – spiega Pierfrancesco Maran, assessore comunale all’Urbanistica – è quella tra via Prina e via Melzi d’Eril: qui ci sono due isolati nei quali l’impatto dell’intervento sulle alberature sarebbe minimo e, a differenza di quanto avverrebbe in altri punti, non ci sarebbe bisogno di chiudere il corso al traffico o di sospendere le corse dei tram. Dobbiamo, però, verificare se lo spazio disponibile è sufficiente, se c’è la giusta distanza coi filari centrali di alberi». «Invitiamo le imprese interessate a farsi avanti – conclude Maran – sapendo che ci saranno paletti precisi soprattutto sui tempi di realizzazione, che non dovranno superare i 24 mesi». Palazzo Marino pensa ad un bando pubblico in project financing sul modello fissato nel nuovo Codice degli Appalti. In gara potrebbe finire un progetto ideato da un’impresa, poi ricompensata delle spese di progettazione qualora la stessa non dovesse aggiudicarsene la realizzazione. La stagione dei parcheggi interrati sembrava finita con le Giunte di Gabriele Albertini e Letizia Moratti. E invece? «La nostra strategia complessiva non cambia – replica Maran –: continuiamo a ritenere che i garage sotterranei in centro non servano e il loro tasso di riempimento lo conferma. Ma in casi specifici, se può essere utile realizzarli, li realizziamo». «Questo garage – sottolinea Granelli – sarà rivolto soprattutto ai residenti e a quanti lavorano in zona con turni particolari: penso ai dipendenti dell’ospedale Buzzi o della Rai. Non è la logica dei parcheggi a rotazione rivolti a chiunque arrivi da fuori, logica seguita dalle Giunte di centrodestra».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net