LAURA LANA
Cronaca

All’ospedale di Sesto San Giovanni il primo trapianto di polmoni da donatore a cuore fermo

Un intervento complesso, il primo per l’Asst Nord Milano, realizzato in soli 240 minuti e che ha richiesto la collaborazione di uno staff multidisciplinare, formato da quattro ospedali diversi

Una sala operatoria

Una sala operatoria

Sesto San Giovanni (Milano), 4 luglio 2024 – All’ospedale di Sesto San Giovanni il primo prelievo di polmoni e multi-tessuto da donatore a cuore fermo. Il donatore, a seguito di un malore, ha avuto un arresto cardiaco al pronto soccorso: nonostante tutte la manovre di rianimazione avanzate messe in atto, l’uomo è deceduto. Dopo l’accertamento della morte cardiaca, è stato considerato come un potenziale donatore di polmoni. Per l’Asst Nord Milano si tratta del primo prelievo e trapianto di polmoni di questo tipo: ogni anno sono pochi i casi simili, che si riescono a realizzare. La procedura messa in atto è infatti particolarmente impegnativa perché prevede un’elevata complessità e l’impiego di numerose professionalità.

Nel nosocomio sestese è stata possibile grazie al lavoro congiunto del coordinamento ospedaliero di Procurement, del coordinamento regionale Procurement e della SC Trapianti-Lombardia Nitp. Una volta accertato il decesso, per poter procedere al prelievo da donatore a cuore fermo è necessario assicurare il corretto mantenimento degli organi, per preservarne le funzionalità, attraverso l’utilizzo di apposite strumentazioni. Il prelievo di polmoni è ancora più complesso perché deve essere organizzato e gestito tempestivamente: dal decesso alla sala operatoria non possono passare più di 240 minuti. Una vera corsa contro il tempo che ha visto alternarsi nel blocco operatorio dell’ospedale di Sesto San Giovanni, supportati dall’équipe infermieristica Nord Milano, i chirurghi toracici del Policlinico di Milano per il prelievo di polmoni, del Centro Cardiologico Monzino per il prelievo dei grossi vasi, dell’istituto Gaetano Pini per il prelievo del tessuto muscolo scheletrico e dell’ospedale Niguarda per il prelievo di cute.

I polmoni, dopo essere stati prelevati sono stati riperfusi e ricondizionati per verificarne la funzionalità, sono stati trapiantati con successo. “La realizzazione di questo percorso dimostra che l’eccellenza nel campo della donazione può essere raggiunta in modo efficiente anche in presidi più piccoli, tramite un coordinamento ospedaliero di Procurement staffato, in grado di organizzare e presidiare percorsi complessi”, ha sottolineato l’Asst Nord Milano.

Il rispetto della volontà di questo giovane donatore ha portato a salvare la vita a una persona, che aspettava nuovi polmoni, e a poter migliorare la qualità di vita a 50 potenziali riceventi di tessuti. "Un pensiero commosso e un sincero ringraziamento vanno al donatore e alla sua famiglia, che ha dimostrato grande forza e generosità rispettando in un momento di profondo dolore la volontà donativa del proprio caro - ha commentato Tommaso Russo, direttore generale Asst Nord Milano -. Un sentito ringraziamento va allo staff del coordinamento ospedaliero Procurement per la donazione di organi e tessuti, ai professionisti del nostro laboratorio analisi, alla rianimazione, al pronto soccorso, alla sala operatoria per la tempestiva e stretta collaborazione. La nostra squadra di professionisti ha raggiunto un ulteriore importante risultato che dimostra una sempre maggiore integrazione tra componenti mediche, chirurgiche, anestesiologiche-rianimatore e infermieristiche".