Ora i colleghi tornano in Perù. Lì ormai guadagni come qua

Octavila Cusi Vega, infermiera peruviana in Lombardia, racconta la sua esperienza di integrazione nel sistema sanitario italiano e le sfide della professione.

Ora i colleghi tornano in Perù. Lì ormai guadagni come qua

Ora i colleghi tornano in Perù. Lì ormai guadagni come qua

Octavila Cusi Vega, 53 anni da compiere, è arrivata in Lombardia vent’anni fa dal Perù e ce ne ha messi due per ottenere il riconoscimento della sua laurea da infermiera. "All’inizio mi ha aiutata mia sorella, non riuscivo a trovare lavoro come badante: dicevano che ero troppo magra per curare gli anziani. Poi finalmente ho ottenuto il riconoscimento del titolo di studio e ho dato l’esame per l’iscrizione all’Ipasvi, passandolo subito". Il suo ingresso nella sanità lombarda è stato più difficile rispetto ai colleghi arrivati dopo la pandemia, quando la carenza drammatica d’infermieri aveva indotto i governi ad allentare gli ostacoli della burocrazia. Ma una volta che Octavila li ha superati "ho trovato subito lavoro come libera professionista". A Bresso, a Cormano, nelle strutture del Cottolengo a Bollate e a Cerro Maggiore, "anche al Niguarda. Ora lavoro al Polo geriatrico di Cinisello".

Anche nei primi anni Duemila, ricorda, "di colleghi lombardi non ne ho incontrati. Italiani sì: venivano dalla Sicilia, dalla Calabria, da Napoli. Oggi molti vengono dalla Romania, dall’Ucraina, dall’India, da Centro e Sudamerica. Però c’è sempre bisogno, siamo sempre pochi". Octavila ha un marito italiano, due figli gemelli di 8 anni, una vita qua in Italia ma negli ultimi anni ha visto "tanti colleghi connazionali tornare in Perù. Ormai il guadagno di un infermiere nel mio Paese è quasi uguale a quello che si ha qui da noi". E forse, osserva, questa è una delle ragioni per le quali "i ragazzi di adesso non vogliono studiare per le professioni sanitarie. Sono attratti da altre carriere".

Un’altra tendenza che non aiuta le professioni fondate sull’assistenza, secondo Octavila, è che "dopo la pandemia tanta gente invece di diventare più gentile, più umana è diventata più ribelle. I ragazzini sull’autobus non si parlano, la tecnologia ci sta allontanando". A un connazionale che volesse seguire la sua strada, venire a fare l’infermiere in Italia, però consiglierebbe "assolutamente di partire". Non tanto per i soldi: "Le persone devono uscire dal proprio Paese, fare esperienza di altre culture. Altrimenti non si capisce il mondo". Giulia Bonezzi

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