GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Opposizioni all’attacco: "Uno scempio lo stadio nel Parco Agricolo Sud. Regione dica con chi sta"

Il Patto Civico contro il piano del Milan di costruire nell’area di San Donato compresa nel polmone verde. Il M5S: le due squadre riferiscano al Pirellone.

Opposizioni all’attacco: "Uno scempio lo stadio nel Parco Agricolo Sud. Regione dica con chi sta"

Opposizioni all’attacco: "Uno scempio lo stadio nel Parco Agricolo Sud. Regione dica con chi sta"

Le opposizioni chiedono alla Giunta regionale di prendere posizione in merito agli stadi che Milan e Inter progettano di costruire nell’hinterland milanese e di aprire, quindi, un confronto in quel del Pirellone. Il Patto Civico si focalizza soprattutto sul progetto dei rossoneri mettendo in evidenza un aspetto, anzi un dato di fatto, che in queste settimane sembra essere passato in secondo piano anche se secondario non è: il Diavolo, infatti, vuole edificare la sua nuova casa su un’area ricompresa nel Parco Agricolo Sud Milano, vale a dire l’area San Francesco, nel Comune di San Donato. Il territorio del Parco Sud è vincolato. E, come altrettanto noto, Regione Lombardia intende rivoluzionarne la governance sottraendola, in sintesi, alla Città Metropolitana e affidandola ad un nuovo ente autonomo. Da qui l’interrogazione messa a punto da Michela Palestra (in foto), consigliera regionale del Patto Civico ed ex presidente del Parco Sud.

"Bisogna fare chiarezza – scandisce Palestra –: le obiezioni che hanno impedito ai club di portare avanti i vari progetti di un nuovo stadio a Milano non possono essere ignorate o aggirate semplicemente perché adesso gli stadi si fanno nei Comuni dell’hinterland. Nel caso del Milan, la struttura dovrebbe sorgere in un’area del Parco Sud che è soggetta a specifiche tutele e a doverosi vincoli. Si prevede – ricorda Palestra – una colata di cemento su un’area di 220.000 metri quadrati ora a verde e, in origine, destinata a strutture sportive a basso impatto per il territorio. Per rendere sostenibile economicamente l’opera verrebbe annesso allo stadio anche un centro commerciale con indispensabili modifiche alla viabilità stradale, autostradale e ferroviaria e un prevedibile aumento dei volumi di traffico e di inquinamento. La Giunta regionale – ecco la richiesta – ha quindi il dovere di fare il possibile affinché questo scempio non si compia e di informare il Consiglio regionale su quale sia la propria posizione, la propria visione strategica nonché sulle trattative in corso con il Comune di San Donato e con il Milan. Non vorremmo – sottolinea e conclude Palestra – che ci fosse un nesso tra la volontà della maggioranza di centrodestra di trasformare il Parco Sud in un ente autonomo e la disponibilità a consentire che nel territorio del Parco siano fatte, prossimamente, operazioni oggi non consentite".

Un sollecito al presidente Attilio Fontana e al suo esecutivo arriva anche dal Movimento 5 Stelle e in questo caso si fa riferimento anche al progetto del nuovo stadio dell’Inter, in predicato di sorgere a Rozzano: "Il luogo più adatto per discutere dei progetti dei due nuovi stadi di Inter e Milan sono le sedi istituzionali, non i tavoli convocati in segreto fra i rappresentanti degli enti e le società, dove i primi finiscono per sedersi in posizione di svantaggio – dichiara Nicola Di Marco, capougruppo lombardo del Movimento 5 Stelle –. Questa partita non può essere quella di un Davide pubblico, il sindaco, costretto a fronteggiare da solo gli interessi di un Golia privato, le società. Regione Lombardia deve fare la propria parte, garantendo la rappresentanza e gli interessi dei cittadini e riequilibrando i rapporti di forza al tavolo. Vogliamo sapere come i progetti potrebbero impattare sulla quotidianità dei residenti, sul traffico, sulla gestione degli spazi verdi, sulle attività commerciali. Serve, inoltre, l’immediata audizione dei rappresentanti dei due club in Commissione Territorio".