LAURA LANA
Cronaca

"Non è facile dare voce ai sentimenti. Ma i ragazzi riescono sempre a stupirci"

La scomparsa di Ibrahim Ben Bajjar ha sconvolto l'intera comunità scolastica di Cinisello Balsamo. La dirigente scolastica ha organizzato attività per aiutare gli studenti a elaborare il lutto, con l'aiuto di una psicologa. Un percorso formativo coinvolgerà anche le famiglie. Sono state avviate due raccolte fondi per sostenere la famiglia.

"Non è facile dare voce ai sentimenti. Ma i ragazzi riescono sempre a stupirci"
"Non è facile dare voce ai sentimenti. Ma i ragazzi riescono sempre a stupirci"

"È stata una giornata difficile ed emotivamente pesante. Ma i ragazzi riescono sempre a stupirci". La professoressa Olga Napoli, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Zandonai, si è trovata a riaprire la media Garcia Villas e ad accogliere gli studenti per la prima volta dopo la scomparsa del 13enne di 3C Ibrahim Ben Bajjar, annegato nel lago a Lecco. "Per tutta la giornata abbiamo svolto attività insieme per la rielaborazione di quanto è successo. Soprattutto per far emergere i loro sentimenti e stati d’animo, il dolore. È difficile per noi, lo è ancora di più per loro. Perché sono piccoli, non hanno tutti gli strumenti per decodificare quello che è capitato e quello che sentono e talvolta a casa non hanno neanche un contesto per poterlo fare". Nella scuola di via Risorgimento gli alunni sono stati invitati prima a sedersi in cerchio. "Ho distribuito bigliettini colorati in cui scrivere un messaggio o fare un disegno per il compagno. Ho spiegato che non era un compito e, se qualcuno non voleva o non riusciva a scrivere nulla, andava bene lo stesso – racconta la dirigente –. Abbiamo realizzato un cartellone, poi siamo usciti in giardino. Anche lì, sempre in cerchio, abbiamo chiesto di esprimere un pensiero. All’inizio sono rimasti in silenzio ma poi uno dopo l’altro hanno iniziato a parlare. Era importante che riuscissero a portare fuori le emozioni. Mi hanno colpita in senso positivo".

È stata chiamata anche una psicologa per supportare questo trauma, che ha travolto l’intera scuola di Sant’Eusebio. "Manca un’educazione all’affettività. Tutti ne hanno bisogno e a maggior ragione i ragazzi". Un percorso formativo interesserà anche le famiglie. "Da questa tragedia speriamo possa rinascere qualcosa di positivo e virtuoso. Abbiamo chiamato anche un’esperta per riannodare alcuni fili. Il 13 dicembre ci sarà la prima iniziativa per orientare i genitori a essere presenti e consapevoli. Bisogna ritrovare alleanza e fiducia con la scuola. Le famiglie da sole non ce la possono fare, ma neanche noi".

Per sostenere la famiglia di Ibrahim sono state avviate due raccolte fondi, una promossa dai genitori e dal consiglio d’istituto e una dai docenti. "Anche il sindaco oggi è venuto e ci ha dimostrato disponibilità e vicinanza. In questa vicenda stiamo dimostrando di essere una comunità che condivide e si mette insieme per superare le difficoltà. È questo il significato della manifestazione di domenica".

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