Una cinquantina i partecipanti alla manifestazione che si è svolta lungo le vie dalla stazione ferroviaria alla sede del nosocomio cittadino in viale Matteotti
Una cinquantina i partecipanti alla manifestazione che si è svolta lungo le vie dalla stazione ferroviaria alla sede del nosocomio cittadino in viale Matteotti

Un corteo per dire "no green pass". Hanno manifestato, camminando tra cori e striscioni, dalla stazione fino all’ospedale. E proprio davanti al nosocomio cittadino è andato in scena un comizio del Comitato liberi pensatori, insieme ad altri manifestanti di Cinisello, Monza, persino da Lecco.

Un atto di accusa verso Governo, comitato tecnico scientifico, anche contro Maurizio Landini e contro i media."Non siamo pochi. La voce di tutte le piazze d’Italia era univoca. Siamo ovunque e siamo uniti. Cos’è questo lasciapassare?".

Green pass equiparato alle tessere dei totalitarismi, fascismi e sovietici. "Questo è un regime dispotico. Non hanno fatto altro che parlarci di memoria e anche noi vogliamo che la storia non si ripeta". Un j’accuse anche verso i protocolli domiciliari, da parte di chi ha perso un familiare durante la pandemia.

Contro il green pass ma anche contro la campagna vaccinale messa in atto dal Governo. "Perché siamo obbligati a vaccinarci? Perché la scienza è diventata dogmatica, senza dibattito?".

Il corteo ha raccolto una cinquantina di partecipanti, ma ha lasciato molto amaro in bocca in città, soprattutto per la scelta di fermarsi davanti all’ospedale di viale Matteotti, che per tutta la pandemia ha trasformato interi reparti, dedicandoli ai malati di Covid.

Laura Lana