Carol Maltesi, le altre ragazze nel mirino di Fontana dopo il delitto: “Nessuno ha raccolto le nostre denunce”

L’attrice hard di Onlyfans Eva Generosi: “Non avvicinò solo me: mi hanno scritto due coppie e tre persone che hanno ricevuto messaggi simili”

Nel mirino del killer di Carol    "Dopo il delitto cercò altre ragazze"
Nel mirino del killer di Carol "Dopo il delitto cercò altre ragazze"

Milano – Cercava nuove collaboratrici per girare film porno da vendere su Onlyfans e bypassava le richieste che arrivavano sul profilo di Charlotte Angie, nome d’arte di Carol Maltesi, con una scusa ricorrente: "Mi sono presa una pausa per stare con mio figlio". Il tutto tra fine gennaio e metà marzo del 2022, quando Davide Fontana – ex bancario e fotografo condannato a 30 anni di detenzione dalla Corte d’Assise – aveva già ucciso la 26enne. La data del decesso risalirebbe all’11 gennaio, il cadavere venne ritrovato il 20 marzo in un burrone tra i monti di Bergamo e Brescia. In mezzo due mesi di depistaggi e orrore.

"L’assassino ha usato il profilo di Charlotte per attirare altre ragazze e fare video porno con lui, mentre lei era morta, chiusa nel congelatore. Io non sono stata l’unica": Eva Generosi, attrice hard ventenne, che con Carol Maltesi aveva girato anche un video nel 2021, dopo avere raccontato la sua storia al Quotidiano Nazionale e aver condiviso i messaggi ricevuti il 12-13 e 14 marzo 2022, ha lanciato un appello sui social per raccogliere informazioni su quanti si sono trovati nella stessa situazione e chiedere chiarezza sulle motivazioni della sentenza.

"Si dipinge Dave (Davide Fontana, ndr) come un ragazzo perdutamente innamorato e che si sarebbe sentito usato da Carol – ricorda Eva –. Ma dopo averla uccisa non ha cercato di avvicinare solo me: mi hanno contattato già due coppie e tre persone che hanno ricevuto messaggi simili".

"Sono in pausa in questo periodo perché sono da mio figlio per un po’", scriveva Fontana, spacciandosi per la vittima, a Eva Generosi il 12 marzo, prima di "raccomandarle" di collaborare con il suo "amico" Dave. Ma lo aveva già fatto il primo febbraio con un’altra content creator: "Ciao bella. Sei interessata ad una collaborazione su Onlyfans? Dovrebbe averti già scritto il mio partner video".

La destinataria del messaggio – inviato dal profilo Charlotte Angie Official – si dice interessata e chiede ragguagli sulla tipologia di filmato. La risposta diventa contorta. "Allora, io essendo pornoattrice sono molto esplicita, ma se non te la senti si può fare qualcosa di più soft. Ti spiego la mia situazione attuale e la mia idea", scrive ancora l’assassino fingendosi Carol, per poi farla sparire subito dalla scena: "Al momento sono da mio figlio e poi sarò all’estero a girare, quindi la nostra idea era di creare lo stesso contenuti e di far sì che diventi utile sia per me sia per le ragazze che appaiono sui miei canali social". Si concede pure un’auto-recensione: "I video sono molto seguiti e siamo apprezzati come coppia video, quindi al momento dovresti girare qualcosa con lui che sia una sorta di tradimento o qualche real life". Si fa via via più esplicito, dicendo che vorrebbe realizzare una scena ’a tre’, ma – come da premesse – lei non c’è. La destinataria coinvolge il compagno, Fontana (simulando sempre di essere Charlotte) rimanda ad aprile, ma nel frattempo stringe: "Per i dettagli accordati con Dave".

Un’altra coppia ha contattato in queste ore Eva Generosi: "Dovremmo essere stati gli ultimi a ricevere un audio da Carol – scrivono, chiedendo di restare anonimi, ma ribadendo che si erano messi a disposizione dell’autorità giudiziaria a suo tempo –. Stavamo organizzando delle pubblicità e il giorno dopo è sparita. Siamo stati fra i primi a ricevere un messaggio dall’assassino che si fingeva Charlotte. Ci diceva che si stava prendendo un periodo di pausa. Abbiamo segnalato il tutto al procuratore che seguiva le indagini con una mail. Finora nessuna risposta".

Era stata chiamata a testimoniare a processo Diana Zilli, attrice hard milanese e amica di Carol, che aveva accompagnato Fontana dai carabinieri di Rescaldina il giorno dell’arresto: "Dovevano buttare la chiave. Che se ne faccia almeno un po’, di galera", commenta Zilli intervistata dal magazine MOW, soffermandosi sulla sentenza: "Quante ragazze sono state innamorate e poi hanno lasciato il partner? Vanno forse ’incriminate’? Ma cosa vuol dire che ’si sentiva usato’? Sono allibita".

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