Nel foyer, tra registi e attori . Almodovar e il prossimo film:: "Mi sono ispirato a Milano". E i costumi incantano le star

Da Garrell alla Vanoni, da Patti Smith a Bolle: "Nel complesso una qualità davvero molto alta". Morgan si presenta all’ultimo atto avvolto da un mantello: "La musica è qui, non a X Factor".

e Giulia Bonezzi

"La Scala è un tempio", esordisce Pedro Almodóvar varcando per la prima volta la soglia del Piermarini in occasione di una Prima più seminata d’imprevisti di uno dei suoi film. Porta gli occhiali scuri e un vestito di Armani, e in realtà è Armani che l’ha portato, regalando al teatro di cui è socio e sostenitore la consueta iniezione di glamour col regista spagnolo e l’attore e regista francese Louis Garrel, che alla Scala, spiega, era già stato qualche anno fa a una prova generale dell’Idomeneo; è il suo debutto alla Prima ma ama l’opera e risponde con educazione (e in perfetto italiano) anche a chi gli domanda se un matrimonio possa "portare la pace" come nel Don Carlo ("Forse ai tempi della monarchia"). Il regista Almodóvar, intanto, è entusiasta: "Il modo in cui giro ha a che fare con l’opera – ragiona –. Sono molto emozionato". Ha passato due giorni a Milano "che per me è sempre una grande tentazione, perché ci sono i posti migliori per il design, che adoro. Ho visto mobili, piccoli oggetti che mi hanno ispirato per il mio prossimo film".

Sul tappeto rosso di diritto passa, più defilato, anche il ritorno alla Scala di Patti Smith, che aveva già partecipato a una Prima alcuni anni fa: "Stasera mi aspetto bellezza", ha detto affacciandosi al Piermarini. C’è anche la cantante Ornella Vanoni, che però confessa di non amare moltissimo l’opera Don Carlo, anche perché è "oltre misura". Al primo intervallo, i commenti tecnici premiano soprattutto i costumi di Franca Squarciapino: "A me piacciono le edizioni tradizionali, e adoro i costumi che non cercano di stupire", spiega l’anima del teatro Parenti Andrée Ruth Shammah. Nel foyer, in punta di piedi, si aggira anche la costumista da Oscar: "È una serata molto bella, calda – commenta Squarciapino –. Ed è sempre emozionante anche per me vedere gli abiti che si muovono e aiutano i personaggi sulla scena".

"Costumi pazzeschi, e un cast eccellente, unico. Nel complesso una qualità davvero molto alta", osserva l’assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi. Anche l’étoile Roberto Bolle cita, tra quello che gli sta piacendo del Don Carlo, "i costumi di Squarciapino e questa classicità che esalta le interpretazioni dei cantanti, eccezionali. Non conoscevo quest’opera ma essendo italiana la trovo certamente più coinvolgente".

Ha visto il Don Carlo accanto al sovrintendente Dominique Meyer e a Nicoletta Manni: "Siamo molto fortunati ad avere un sovrintendente che ama la danza, che ha a cuore la danza, che la segue: ogni giorno viene alle prove e assiste a tutti i nostri progressi", commenta Manni, elegantissima alla sua primissima Prima col titolo di étoile.

Entra all’ultimo atto avvolto da un mantello Morgan, con la sua stoccata: "Stasera è la serata degli opposti, da una parte la finale di X Factor, dall’altra la prima della Scala, sono qui perché la musica è qui", dice prima di andare a salutare la senatrice Segre.

C’è poca voglia di commentare quel "Viva l’Italia antifascista" risuonato a inizio spettacolo dal Loggione, non per il contenuto quanto per una voglia di diluire le tensioni sulla composizione del Palco Reale che hanno scombinato la vigilia nella serata che celebra la Scala e il canto lirico italiano appena diventato patrimonio dell’umanità. "Pensavo succedesse anche di peggio", sorride la presidente degli Amici della lirica Daniela Javarone. Chiosa l’attore Neri Marcorè: "Che l’Italia è antifascista lo dice la Costituzione. Mi sarei stupito di sentir urlare il contrario".

Chiudono in bellezza i veri protagonisti dell’impresa. "Sono abbastanza contento, è stata una bella recita, un po’ difficile perché c’era molto secco in palcoscenico oggi perciò la bocca si impastava un po’ e non è facile cantare quando si è così, però è stata una bella recita, emozionante, un debutto come protagonista il 7 dicembre per cui sono molto contento", il commento “a caldo“ di Francesco Meli nel retropalco.

"È stata una bella serata di musica, una grande opera, un grande allestimento in un grande teatro – commenta il basso Michele Pertusi, nonostante gli imprevisti con la gola –. Sono fortunato di far parte di questo progetto. Ci saranno tante altre recite, dovrei recuperare già per la prossima, si spera di poter fare tutte le recite senza problemi. Era la mia prima inaugurazione e hanno dimostrato di volermi bene. Sentivo il sostegno del pubblico e c’era una bella atmosfera nonostante il problema".

"Sono molto soddisfatta, ce l’abbiamo fatta", brinda la diva Anna Netrebko, che di Meli è amica come di Luca Salsi che ha interpretato Rodrigo. "Siamo amici quindi è ancora più bello" le ha fatto eco Salsi. "È stata una grande recita, con il maestro Chailly ci siamo fatti i complimenti reciproci. È contentissimo".

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