Musei civici. Contratto da fame bocciato dal Tar

Musei civici. Contratto da fame bocciato dal Tar
Musei civici. Contratto da fame bocciato dal Tar

Non è solo una questione di contratti, ma anche di salario minimo e di diritti dei lavoratori. Il Tar della Lombardia, respingendo il ricorso con cui un concorrente escluso chiedeva l’annullamento della gara del Comune per il servizio di "accoglienza e reception" nei musei civici (vinta da Cooperativa Culture-Dussmann Service), boccia il controverso contratto collettivo di lavoro Servizi fiduciari. Un contratto "ormai obsoleto e disapplicato in sede giudiziale" che prevede "un assetto retributivo" incompatibile con mansioni qualificate. Applicarlo nel caso di questo appalto, come aveva proposto il concorrente escluso, comporterebbe "anche una forma di dumping ad un tempo lesiva del leale gioco concorrenziale e dei diritti sociali". Il Comune, nel giudizio davanti al Tar, ha specificato che "il servizio oggetto di appalto richiede l’assunzione di personale particolarmente qualificato e dotato di diploma o laurea". E proprio la retribuzione di questo personale, di cui Palazzo Marino rivendica la qualifica, è da tempo al centro di proteste sindacali. La sentenza del Tar, secondo l’Usb, che per domenica ha proclamato lo sciopero per chiedere l’applicazione del contratto Federculture al posto del Multiservizi, "spiega perché il Ccnl Servizi fiduciari deve sparire dai musei e più in generale dai luoghi di lavoro". Ma non solo: "Questa sentenza dà sostegno giuridico alle rivendicazioni che l’Usb ha messo sul piatto. Neanche l’applicazione del secondo livello operaio del Multiservizi, applicato dalle attuali

aziende Coopculture e Dussmann è congruo".

Andrea Gianni

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