"Mio marito prigioniero il cognato in camera a gas. Noi fra le bombe e la fame"

I ricordi di Ester Paulli, 102 anni, di Cinisello

Ester Paulli (nella foto), 102 anni, è un’ospite delle Residenze del Sole. Ha voluto lasciare le sue memorie in una registrazione audio dal titolo “Mio marito deportato dai nazisti, mio cognato morto a Mauthausen. Temo ancora il ritorno del fascismo“. Tanti anziani hanno partecipato al progetto della Rsa sulla memoria. "Il mio fidanzato Pino è partito per la guerra il 20 maggio 1941. Solo tre licenze in tre anni, l’ultima perché avevano bombardato Milano nel settembre 1943 – racconta Ester -. Avevamo già le carte per sposarci. Ma il giorno dopo, sul piazzale della caserma, sono arrivati i carri armati tedeschi". Pino è prelevato insieme ad altri soldati e portato in Germania, in un campo di lavoro al Nord.

"Alla fine pesava 45 chili e indossava un cappotto russo. Molti altri non sono tornati". Ester vive con i genitori a Milano "all’epoca era sotto le bombe. Abbiamo avuto tanta fame, mancava tutto. A 17 anni lavoravo il vetro: ho smesso perché soffiando e non mangiando mi sono ammalata ai polmoni". La salvano i suoceri. "Avevano un cortile con galline e uova, stavamo meglio di molti altri".

Il marito della sorella lavora alla Breda e aiuta i partigiani. "Finì a Mauthausen, morì nella camera a gas". Finisce la guerra. "Una mattina mio suocero con una scusa mi invitò a casa e trovai Pino. Fu indimenticabile. Ci siamo sposati, il padre ci diede due stanze. Il primo Natale Pino portò a casa un alberello. Misi la sua prima tredicesima sull’albero, uno dei momenti più belli della mia vita. Non avevamo neanche i piatti: due me li diede la suocera e altri due la zia. Pian piano ho messo in piedi la casa". Dopo quasi 80 anni, la sua paura è "che torni il fascismo. Mio padre fu perseguitato, cambiò per sempre".

La.La.

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