Migrante muore all’improvviso, i familiari donano gli organi e salvano una donna: i destini incrociati di Zaidane e Paola

Fulminato da un’emorragia a 38 anni, era arrivato in Italia un anno fa dal Bangladesh viaggiando anche a piedi. Un doppio trapianto di fegato e rene al Niguarda ha salvato una cinquantenne

Il Niguarda è uno dei primi ospedali in Italia per numero di trapianti: 7.500 in 51 anni (foto di repertorio)

Il Niguarda è uno dei primi ospedali in Italia per numero di trapianti: 7.500 in 51 anni (foto di repertorio)

Il destino disgraziato di Zaidane, nome di fantasia: 38 anni, del Bangladesh, arrivato in Italia un anno fa con un viaggio estenuante anche a piedi attraverso Medioriente e Balcani; poi un lavoro, una vita nuova ma il bagaglio che non sapeva d’avere – una grave ipertensione – presenta il conto all’improvviso. Emorragia cerebrale, lo portano al Niguarda, i medici fanno il possibile ma il suo cuore si ferma, coma profondo irreversibile.

Ai dottori non resta che dannarsi per rintracciare la sua famiglia in patria, aiutare la sorella ad arrivare in ospedale. Il destino di Paola, 50 anni e sempre nome di fantasia, sembrava disperato: negli stessi giorni è ricoverata al Niguarda perché ha una patologia rara, la policistosi epato-renale. Ha perso il rene destro, è in dialisi tre volte a settimana, il suo fegato è arrivato a pesare più di dieci chili; non riesce più a mangiare, a stare seduta.

Per salvarla ci vorrebbe un trapianto combinato di rene e fegato, ma trovare contemporaneamente due organi compatibili è difficile. Intanto la sorella di Zaidane è arrivata al Niguarda, e con l’accordo della famiglia ha dato il consenso alla donazione dei suoi organi. Anche se non si sono mai incontrati, sarà Zaidane, col suo fegato e un rene, a salvare Paola. "La loro compatibilità era perfetta", spiega Luciano De Carlis, primario della Chirurgia generale e dei trapianti del Niguarda dove i destini di Zaidane e di Paola si sono incrociati.

Un caso eccezionale, ma qui meno che altrove, sottolinea il direttore generale Alberto Zoli: il Niguarda è uno dei primi ospedali in Italia per numero di trapianti, 7.500 in 51 anni; qui è stato fatto, nel 2001, il primo trapianto in Italia di fegato da vivente a un adulto e nel 2015 il primo trapianto al mondo da un donatore a cuore fermo. Grazie al “ricondizionamento” degli organi che è stato effettuato anche sul fegato e un rene di Zaidane, prima di trapiantarli uno dopo l’altro, a distanza di 52 ore. Ora Paola sta bene, potrà tornare presto alla sua vita. Senza più dialisi. 

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