Migliorano le condizioni della prof: "Un duro colpo ma bisogna reagire"

Sara Campiglio, la docente accoltellata da uno studente a Varese, sta lentamente migliorando. Potrebbe essere dimessa a breve. Il ragazzo ha negato la premeditazione del gesto. La comunità scolastica si stringe intorno alla professoressa ferita.

Migliorano le condizioni della prof: "Un duro colpo ma bisogna reagire"
Migliorano le condizioni della prof: "Un duro colpo ma bisogna reagire"

Sono in lento miglioramento le condizioni di Sara Campiglio, la docente dell’istituto professionale Enaip di Varese accoltellata lunedì scorso da uno studente di 17 anni, ora accusato di tentato omicidio con la premeditazione tra le aggravanti contestate. La donna, 57 anni, ieri è riuscita per la prima volta ad alzarsi dal letto per qualche minuto, anche se è ancora debilitata per le conseguenze dei tre fendenti alla schiena, in particolare per quello che ha raggiunto il polmone. Resta ricoverata all’ospedale di Circolo di Varese e, nel caso di un ulteriore miglioramento delle condizioni, potrebbe essere dimessa nei prossimi giorni, per trascorrere a casa la convalescenza. Il ragazzo che l’ha accoltellata ha negato, nel corso dell’interrogatorio, di aver premeditato il gesto, ha spiegato di non aver colpito con l’intento di uccidere e si è detto dispiaciuto, chiedendo scusa. "Sono parole che si commentano da sole", spiega un familiare della professoressa. Anche i genitori degli studenti e i colleghi dell’Enaip, che tra l’altro svolge attività di formazione professionale all’interno del carcere Beccaria di Milano dove ora è detenuto il 17enne, si stringono alla professoressa ferita.

"Prego per la prof – scrive una mamma sulla pagina Facebook dell’Enaip Varese – un abbraccio alla famiglia e a tutta la struttura". "È stato un duro colpo – scrive un altra mamma – speriamo che quanto è accaduto possa far riflettere tutti. Bisogna reagire e trovare la forza, bisogna cogliere l’insegnamento che può lasciare un fatto così grave, lavorare perché non accada di nuovo". La docente ha trascorso gran parte della sua vita professionale all’interno della struttura, al fianco dei ragazzi più fragili, in prima linea anche nell’organizzazione di iniziative e progetti aperti alla cittadinanza. "Mi dispiace per lo studente e mi dispiace per la scuola che da sempre si occupa di ragazzi con fragilità – è il suo messaggio –. Non sarà questo episodio a fare in modo che questa cosa cambi".

Andrea Gianni

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