Metropolitana, manualetto di sopravvivenza cercasi

L'uso della metropolitana richiede buon senso e rispetto delle regole non sempre conosciute. Un manuale completo di condotta sotterranea potrebbe essere utile, soprattutto per le nuove modalità di trasporto come bici e monopattini. Un vademecum distribuito in ogni stazione sarebbe una soluzione.

Lotito

Avvisi vocali e indicazioni qua e là: "Reggersi ai sostegni", "Attenzione ai borseggiatori", "Allontanatevi dalla linea gialla". Per il resto ci si affida al buon senso. L’uso della metropolitana è, per così dire, intuitivo: lasciato alla civiltà e magari al buon cuore del singolo viaggiatore. Quella città sotto la città contempla regole di comportamento che non tutti conoscono, perché mai è stato concepito un manuale completo di condotta sotterranea. Facciamo un esempio: grazie all’aumento delle piste ciclabili in superficie, si assiste laggiù a un crescente numero di bici e monopattini introdotti in carrozza per essere utilizzati in punti diversi della metropoli, e sono tanti i viaggiatori appiedati che osservano perplessi questo viavai, forse ritenendo che la cosa sia vietata. No, invece: "Ogni passeggero, con biglietto o abbonamento, può portare con sé una bicicletta oppure un monopattino, un segway, un hoverboard o un monowheel" recita l’Atm nel suo sito. Che cosa siano gli ultimi mezzi, francamente, non sappiamo: ci basta sapere delle bici e dei monopattini, i quali - si suppone - non possono essere utilizzati negli spazi della metropolitana. L’Atm provvede ovviamente a indicare come muoversi sui treni e negli ambienti sotterranei, ma le sue segnalazioni sono sparse in mille rivoli, bisogna cercarle in più luoghi per averne piena conoscenza. Sarebbe invece utile un manualetto da distribuire in ogni stazione, un vademecum che preveda ogni circostanza, da potersi portare a casa o leggere anche durante il viaggio, sostituendo alla buon’ora, per una volta, l’uso del telefonino. In questo manuale potrebbe comparire una regola fondamentale per i portatori di zaino: levarselo di dosso ben prima dell’ingresso in carrozza, per non rubare spazio e per non colpire gli altri con una semplice girata di spalla.

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